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Circolare n.33/2011 - DL 6.7.2011 n. 98 convertito nella L. 15.7.2011 n. 111 (c.d. “manovra correttiva”) - Altre novità in materia di riscossione e contenzioso

09-08-2011
DL 6.7.2011 n. 98 convertito nella L. 15.7.2011 n. 111 (c.d. “manovra correttiva”) - Altre novità in materia di riscossione e contenzioso

INDICE

CIRCOLARE N.33/2011

1 Premessa
2 Sanzioni e ravvedimento operoso per i versamenti tardivi di tributi
2.1 Versamenti tardivi che avvengono entro 14 giorni dalla scadenza
2.1.1 Esempio
2.1.2 Mancata effettuazione del ravvedimento operoso
2.2 Versamenti tardivi che avvengono tra il 15° e il 30° giorno dalla scadenza
2.3 Versamenti tardivi che avvengono dopo il 30° giorno dalla scadenza
2.4 Decorrenza e regime transitorio
3 Estensione delle imposte con privilegio sui beni mobili del contribuente
3.1 Imposte con privilegio sui beni mobili del contribuente
3.2 Privilegio sussidiario sui beni immobili del contribuente
3.3 Regime transitorio
4 Introduzione del contributo unificato nel processo tributario
4.1 Importi da versare
4.2 Determinazione del valore della causa
4.3 Maggiorazioni del contributo unificato
4.4 Modalità di versamento
4.5 Decorrenza
4.6 Sanzioni

1 PREMESSA
Il DL 6.7.2011 n. 98 (c.d. “manovra correttiva”), entrato in vigore il 6.7.2011, è stato convertito nella
L. 15.7.2011 n. 111, entrata in vigore il 17.7.2011.

La “manovra correttiva” contiene, tra l’altro, novità in materia di riscossione e contenzioso.

Di seguito si analizzano le novità riguardanti:
• le sanzioni e il ravvedimento operoso per i versamenti tardivi di tributi;
• i privilegi a favore dello Stato per la riscossione delle imposte nell’ambito delle procedure esecutive;
• l’obbligo di pagare il contributo unificato anche nel contenzioso tributario, in luogo dell’imposta di bollo.
2 SANZIONI E RAVVEDIMENTO OPEROSO PER I VERSAMENTI TARDIVI DI TRIBUTI
In relazione ai versamenti tardivi di tributi (saldi, acconti, versamenti periodici, ecc.) è prevista l’irrogazione di una sanzione del 30% sugli importi versati in ritardo.
Per effetto del ravvedimento operoso, tale sanzione è ridotta a un decimo se la regolarizzazione avviene entro 30 giorni dalla commissione della violazione, con la conseguenza che la sanzione diventa pari al 3% (1/10 del 30%).

Al riguardo, il DL 98/2011 ha introdotto una disciplina agevolativa per i versamenti che avvengono con un ritardo non superiore a 15 giorni, prevedendo che la sanzione, già ridotta ad un decimo per effetto del ravvedimento operoso, sia ulteriormente ridotta ad un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.
Così facendo, le sanzioni previste per i versamenti tardivi di tributi vengono ridotte e graduate in relazione al ritardo con il quale viene effettuato il versamento.
2.1 VERSAMENTI TARDIVI CHE AVVENGONO ENTRO 14 GIORNI DALLA SCADENZA
In pratica, per i versamenti tardivi che avvengono nei 14 giorni successivi alla scadenza di legge:
• le sanzioni “ordinarie” variano, a seconda dei giorni di ritardo, dal 2% per un giorno di ritardo (1/15 del 30%) al 28% per 14 giorni di ritardo (14/15 del 30%);
• se entro i suddetti 14 giorni si effettua il ravvedimento operoso, tali sanzioni sono ulteriormente ridotte di un decimo, diventando quindi dello 0,2% per un giorno di ritardo (1/15 del 30% : 10) e del 2,8% per 14 giorni di ritardo (14/15 del 30% : 10).
2.1.1 Esempio
Si ipotizzi che un contribuente debba versare 10.000,00 euro a titolo di saldo IRPEF per il 2010 (derivante dal modello UNICO 2011) e che il versamento avvenga con 5 giorni di ritardo.
Applicando il ravvedimento operoso per regolarizzare la violazione, sulla base della precedente disciplina avrebbe dovuto versare:
• le imposte dovute, pari a 10.000,00 euro;
• gli interessi legali dell’1,5%, conteggiati dal giorno successivo a quello in cui il pagamento avrebbe dovuto essere effettuato sino al giorno in cui questo è avvenuto (compresi), quindi pari a 2,05 euro (10.000,00 x 1,5% x 5/365);
• le sanzioni da ritardato versamento ridotte al 3%, quindi pari a 300,00 euro (1/10 del 30%).

Applicando la nuova disciplina, invece, il contribuente in esame deve versare:
• le imposte dovute, pari a 10.000,00 euro;
• gli interessi legali dell’1,5%, sempre nella misura di 2,05 euro (10.000,00 x 1,5% x 5/365);
• le sanzioni “super ridotte” nella misura di 100,00 euro, così determinate:
– sanzioni “ordinarie” di 3.000,00 euro (10.000,00 x 30%);
– sanzioni ridotte a 1.000,00 euro per effetto del DL 98/2011 (3.000,00 x 5/15);
– sanzioni ulteriormente ridotte a 100,00 euro per effetto del ravvedimento operoso (1.000,00 : 10).
2.1.2 Mancata effettuazione del ravvedimento operoso
Si sottolinea che le suddette sanzioni ridotte dal 2% al 28%, applicabili ai versamenti tardivi che avvengono entro 14 giorni dalla scadenza, sono applicabili “a regime”, in luogo della sanzione “ordinaria” del 30%, anche se non viene posto in essere il ravvedimento operoso.
2.2 VERSAMENTI TARDIVI CHE AVVENGONO TRA IL 15° E IL 30° GIORNO DALLA SCADENZA
In relazione ai versamenti tardivi che vengono effettuati a partire dal 15° giorno successivo alla scadenza, rimane ferma la sanzione “ordinaria” del 30%.

Pertanto, la sanzione ridotta del 3% (1/10 del 30%) si applica solo più ai ravvedimenti operosi che vengono effettuati tra il 15° e il 30° giorno successivo alla scadenza del versamento.
2.3 VERSAMENTI TARDIVI CHE AVVENGONO DOPO IL 30° GIORNO DALLA SCADENZA
Per i ravvedimenti operosi che vengono effettuati dopo il 30° giorno successivo alla scadenza del versamento, rimane applicabile la sanzione ridotta del:
• 3%, pari ad 1/10 del 30%, per le violazioni commesse fino al 31.1.2011;
• 3,75%, pari ad 1/8 del 30%, per le violazioni commesse dall’1.2.2011.
2.4 DECORRENZA E REGIME TRANSITORIO
In assenza di una specifica disposizione di decorrenza, la nuova disciplina è applicabile dal 6.7.2011 (data di entrata in vigore del DL 98/2011).

Inoltre, trattandosi di una variazione favorevole al contribuente, la nuova disciplina deve ritenersi applicabile anche per le violazioni commesse precedentemente, salvo che il provvedimento di irrogazione della sanzione sia divenuto definitivo (c.d. “favor rei”).
3 ESTENSIONE DELLE IMPOSTE CON PRIVILEGIO SUI BENI MOBILI DEL CONTRIBUENTE
Il DL 98/2011 ha ampliato l’ambito dei crediti tributari che hanno privilegio sui beni mobili del debitore.
Pertanto, nell’esecuzione sui beni mobili del contribuente, lo Stato sarà privilegiato rispetto ad altri creditori.
3.1 IMPOSTE CON PRIVILEGIO SUI BENI MOBILI DEL CONTRIBUENTE
Hanno privilegio generale sui beni mobili del contribuente i crediti per le seguenti imposte e relative sanzioni:
• IRPEF;
• IRES;
• IRPEG;
• IRAP;
• ILOR;
• IVA.

Con il DL 98/2011:
• è stata espressamente prevista tra le imposte “privilegiate” anche l’IRES;
• è stata abrogata la disciplina che prevedeva il privilegio sugli immobili del contribuente per la quota di IRPEF, IRPEG e ILOR imputabile ai redditi immobiliari, compresi quelli di natura fondiaria non determinabili catastalmente;
• è stato eliminato il limite costituito dall’iscrizione dei suddetti crediti nei ruoli resi esecutivi nell’anno in cui l’Agente della riscossione procede o interviene nell’esecuzione e nell’anno precedente.
Tributi locali
Si ricorda che analogo privilegio sui beni mobili del contribuente è previsto anche in relazione ai tributi locali, subordinatamente a quello dello Stato.
3.2 PRIVILEGIO SUSSIDIARIO SUI BENI IMMOBILI DEL CONTRIBUENTE
In caso di infruttuosa esecuzione sui beni mobili del contribuente, i suddetti crediti tributari dello Stato so¬no collocati sussidiariamente sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari.
3.3 REGIME TRANSITORIO
Le nuove disposizioni in materia di privilegi si applicano anche in relazione ai crediti tributari sorti anteriormente al 6.7.2011 (data di entrata in vigore del DL 98/2011).
4 INTRODUZIONE DEL CONTRIBUTO UNIFICATO NEL PROCESSO TRIBUTARIO
Il DL 98/2011 ha introdotto, anche nel contenzioso tributario, il contributo unificato, in luogo dell’imposta di bollo, che doveva essere applicata sugli atti processuali, a partire dal ricorso fino all’appello e alla richiesta di sentenze alla segreteria della Commissione tributaria.
4.1 IMPORTI DA VERSARE
Il contributo unificato per i ricorsi principali e incidentali proposti davanti alle Commissioni tributarie è dovuto nella seguente misura:
• 30,00 euro, per le controversie di valore fino a 2.582,28 euro;
• 60,00 euro, per le controversie di valore superiore a 2.582,28 e fino a 5.000,00 euro;
• 120,00 euro, per le controversie di valore superiore a 5.000,00 e fino a 25.000,00 euro;
• 250,00 euro, per le controversie di valore superiore a 25.000,00 e fino a 75.000,00 euro;
• 500,00 euro, per le controversie di valore superiore a 75.000,00 e fino a 200.000,00 euro;
• 1.500,00 euro, per le controversie di valore superiore a 200.000,00 euro.
4.2 DETERMINAZIONE DEL VALORE DELLA CAUSA
Per determinare il contributo unificato dovuto, occorre quindi valutare il valore della causa, che deve essere parametrato alle imposte richieste dall’ente impositore nell’atto che si intende impugnare, al netto di sanzioni e interessi.
Esempio
Pertanto, ad esempio, se si propone ricorso contro un atto di accertamento dove vengono richie¬ste somme pari a 40.000,00 euro, con una maggiore imposta di 25.000,00 euro, il contributo unificato sarà dovuto nella misura di 120,00 euro e non di 250,00 euro.
4.3 MAGGIORAZIONI DEL CONTRIBUTO UNIFICATO
Il DL 98/2011 ha previsto una maggiorazione della metà del contributo unificato dovuto nelle ipotesi in cui, nel ricorso, difettino le seguenti indicazioni:
• codice fiscale del contribuente;
• codice fiscale del difensore;
• numero di fax del difensore;
• casella di posta elettronica certificata del difensore (l’omissione di tale indicazione non comporta la maggiorazione del contributo unificato sino a quando non saranno emanati i decreti ministeriali sul c.d. “processo tributario telematico”).
4.4 MODALITÀ DI VERSAMENTO
I versamenti del contributo unificato possono avvenire mediante:
• il modello F23;
• gli uffici postali, attraverso un conto corrente postale intestato alla sezione di Tesoreria dello Stato competente per provincia;
• le tabaccherie.

La prova del pagamento dovrà essere depositata presso la segreteria della Commissione tributaria, in occasione del deposito del ricorso.
4.5 DECORRENZA
Le nuove norme si applicano a partire dai ricorsi di primo grado o di appello notificati alla controparte dal 7.7.2011 (cioè successivamente alla data di entrata in vigore del DL 98/2011).
Pertanto:
• se il ricorso è stato notificato fino al 6.7.2011, trova ancora applicazione il bollo, da pagare anche per gli atti successivi al ricorso come le memorie, sino al termine del grado di giudizio;
• per i ricorsi notificati dal 7.7.2011, trova applicazione il contributo unificato, da pagare, in base ai previsti importi, per ogni grado di giudizio.
4.6 SANZIONI
L’omessa o insufficiente applicazione del contributo unificato non ha effetti negativi sul ricorso, che rimane valido.
Tuttavia, come conseguenza della violazione verranno irrogate sanzioni amministrative dal 100% al 200% dell’importo dovuto.
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