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Circolare n.56/2011 - Obbligo di comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) al Registro delle imprese - Novità

30-11-2011
Obbligo di comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) al Registro delle imprese - Novità

CIRCOLARE N.56/2011


INDICE



1 Premessa
2 Rinvio del termine al 31.12.2011
3 Sanzioni applicabili
4 Indirizzi PEC utilizzabili
5 Società soggette a procedure concorsuali

1 PREMESSA
Ai sensi dell’art. 16 co. 6 del DL 29.11.2008 n. 185, convertito nella L. 28.1.2009 n. 2, tutte le imprese costituite in forma societaria sono obbligate a dotarsi di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) e a comunicarlo al Registro delle imprese.

In prossimità della scadenza del 29.11.2011, prevista per la comunicazione della PEC da parte delle società costituite prima del 29.11.2008, il Ministero dello Sviluppo economico è intervenuto fornendo alcuni chiarimenti, integrativi a quelli già illustrati con la circ. 3.11.2011 n. 3645/C, in particolare sull’ambito soggettivo di applicazione dell’obbligo.
Inoltre, il Ministero ha invitato le Camere di Commercio a non applicare nessuna sanzione in caso di ritardo nella comunicazione della PEC, “almeno fino all’inizio del nuovo anno”.

Di seguito si segnalano tali novità.
2 RINVIO DEL TERMINE AL 31.12.2011
Di fronte alle numerose segnalazioni dei soggetti gestori del sistema PEC di non riuscire a far fronte alle molte richieste di nuovi indirizzi PEC concentratesi in prossimità della scadenza del termine del 29.11.2011, il Ministero dello Sviluppo economico ha invitato le Camere di Commercio a non applicare alcuna sanzione alle imprese che adempiono successivamente a tale data.
Infatti, si tratterebbe di una situazione di oggettiva difficoltà, generalizzata e comunque transitoria, che determina l’impossibilità di individuare l’elemento soggettivo, dolo o colpa, il quale è presupposto necessario per l’assoggettamento alla sanzione amministrativa (art. 3 della L. 689/81).
Il Ministero, pertanto, ha rilevato l’opportunità, “almeno fino all’inizio del nuovo anno”, di valutare come “corretto adempimento” anche quello tardivo effettuato entro tale data.

In sostanza, la comunicazione della PEC che avverrà dopo il 29.11.2011, ma entro il 31.12.2011, non sarà soggetta a sanzioni.
3 SANZIONI APPLICABILI
In linea generale, infatti, in caso di omessa o tardiva comunicazione della PEC al Registro delle imprese si applica, in capo al legale rappresentante dell’impresa, la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 2630 c.c. per le omesse comunicazioni, nei termini prescritti, al Registro delle imprese (circ. Ministero dello Sviluppo economico 3.11.2011 n. 3645/C).

Per effetto della L. 11.11.2011 n. 180 (Statuto delle imprese), entrato in vigore il 15.11.2011:
• tale sanzione è ora prevista nella misura da 103,00 a 1.032,00 euro (prima da 206,00 a 2.065,00 euro);
• se la comunicazione avviene nei 30 giorni successivi alla scadenza del termine prescritto, la sanzione amministrativa pecuniaria è ridotta ad un terzo.
4 INDIRIZZI PEC UTILIZZABILI
È possibile comunicare al Registro delle imprese:
• un medesimo indirizzo PEC per due società facenti capo allo stesso organo amministrativo, attesa l’esistenza tra le società di un “collegamento” (parere Ministero dello Sviluppo economico 24.11.2011 n. 223137);
• un medesimo indirizzo PEC per due società aventi i soci in comune, attesa l’esistenza tra le stesse di un “collegamento economico” (parere Ministero dello Sviluppo economico 16.11.2011 n. 217126).
• l’indirizzo PEC dello studio professionale che assiste l’impresa negli adempimenti burocratici; l’indirizzo di posta elettronica deve essere certificato (pareri Ministero dello Sviluppo economico 16.11.2011 n. 217140 e 217149).
5 SOCIETÀ SOGGETTE A PROCEDURE CONCORSUALI
Il Ministero dello Sviluppo economico, con il parere 24.11.2011 n. 223761, ha escluso le società in stato di fallimento dai soggetti obbligati alla comunicazione della PEC.
Il curatore fallimentare ha comunque la facoltà di iscrivere al Registro delle imprese l’indirizzo PEC della società da lui curata.
Il curatore fallimentare può comunicare il proprio indirizzo PEC.

In caso di concordato, il Ministero, invece, ha distinto due ipotesi:
• nei concordati preventivi, nella fase precedente l’omologa e in quelli non liquidatori o “in prosecuzione dell’attività”, la comunicazione della PEC spetta al rappresentante legale della società, anche con indicazione di un autonomo indirizzo PEC o conferendo l’incarico ad un professionista iscritto nell’Albo dei Dottori Commercialisti - sezione A;
• nei concordati liquidatori nella fase successiva all’omologa, l’obbligo di comunicazione è posto a carico del liquidatore, che può indicare anche la propria casella PEC.
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