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Circolare n.4/2012 - DL 29.12.2011 n. 216 (c.d. “milleproroghe”) - Principali novità in materia di lavoro

19-01-2012
DL 29.12.2011 n. 216 (c.d. “milleproroghe”) - Principali novità in materia di lavoro

CIRCOLARE N.4/2012


INDICE

1 Premessa
2 Indennità “una tantum” per i lavoratori a progetto
2.1 Precisazione sui soggetti tutelati
2.2 Prestazione riconosciuta
2.3 Condizioni per l’accesso alla prestazione
3 Trattamento integrativo del reddito per gli apprendisti
3.1 Misura e durata massima del trattamento
3.2 Condizioni per l’accesso al trattamento
4 Misura delle prestazioni a tutela del reddito per lavoratori sospesi e apprendisti sospesi o licenziati
5 Lavoratori part time e percettori di ammortizzatori sociali - Possibilità di svolgere prestazioni di lavoro accessorio
5.1 Nozione di lavoro occasionale di tipo accessorio
5.2 Ambito di applicazione del lavoro occasionale di tipo accessorio
5.3 Pagamento delle prestazioni mediante buoni lavoro
(o voucher)


1 PREMESSA
Il DL 29.12.2011 n. 216 (c.d. “milleproroghe”), entrato in vigore il 29.12.2011, prevede numerosi differimenti di termini.

Di seguito si analizzano le principali novità in materia di lavoro.
2 INDENNITÀ “UNA TANTUM” PER I LAVORATORI A PROGETTO
Viene prorogata al 2012 la possibilità, per i lavoratori a progetto che abbiano perso il posto di lavoro e risultino in possesso di determinati requisiti, di richiedere all’INPS l’erogazione della c.d. indennità “una tantum”.
2.1 PRECISAZIONE SUI SOGGETTI TUTELATI
Sul piano soggettivo, il “DL milleproroghe” conferma che possono accedere all’istituto di tutela del reddito in esame i soli collaboratori coordinati e continuativi:
• a progetto (art. 61 co. 1 del DLgs. 276/2003);
• iscritti in via esclusiva alla Gestione separata istituita presso l’INPS ex L. 335/95 (per i quali sia dovuta l’aliquota contributiva “piena” pari, nel 2012, al 27,72%).
2.2 PRESTAZIONE RICONOSCIUTA
Nei limiti delle risorse a tal fine stanziate, anche con riferimento al 2012, è riconosciuta a tali soggetti, nei casi di “fine lavoro” e al ricorrere delle condizioni di seguito esaminate, la liquidazione di una somma in un’unica soluzione:
• pari al 30% del reddito percepito nell’anno precedente (2011);
• comunque non superiore a 4.000,00 euro.
2.3 CONDIZIONI PER L’ACCESSO ALLA PRESTAZIONE
L’erogazione dell’indennità in discorso continua ad essere subordinata alla ricorrenza, in via con¬giunta, delle seguenti ulteriori condizioni:
• svolgimento dell’ultimo rapporto di lavoro, ossia quello per il quale si è verificato l’evento “fine lavoro”, in regime di monocommittenza;
• conseguimento, nell’anno precedente (2011), di un reddito lordo non inferiore a 5.000,00 euro e non superiore a 20.000,00 euro;
• con riguardo all’anno in cui si è verificato l’evento “fine lavoro” (c.d. “anno di riferimento”, ossia il 2012), accreditamento presso la Gestione separata INPS di almeno una mensilità di contribuzione;
• nell’anno precedente alla “fine lavoro” (2011), accreditamento presso la predetta Gestione separata di almeno tre mensilità di contribuzione;
• assenza di un contratto di lavoro da almeno due mesi;
• dichiarazione, da parte del richiedente, di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale (c.d. “DID”).
3 TRATTAMENTO INTEGRATIVO DEL REDDITO PER GLI APPRENDISTI
Il DL 216/2011 proroga al 2012 la previsione della concessione, da parte dell’INPS, di un trattamento integrativo del reddito in favore degli apprendisti:
• sospesi per crisi aziendali od occupazionali;
• o licenziati.
3.1 MISURA E DURATA MASSIMA DEL TRATTAMENTO
Al ricorrere delle condizioni di seguito specificate, è previsto che tali soggetti abbiano diritto ad un trattamento:
• pari all’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali;
• per una durata massima di 90 giornate nell’arco dell’intero periodo di apprendistato.

In ordine alla misura della prestazione, si veda, peraltro, quanto verrà precisato nel successivo § 4.
3.2 CONDIZIONI PER L’ACCESSO AL TRATTAMENTO
L’accesso al trattamento integrativo in esame è consentito a condizione che l’apprendista:
• sia in servizio da almeno tre mesi presso l’azienda interessata dal trattamento (vale a dire l’azienda che abbia adottato il provvedimento di sospensione per crisi aziendale od occupazionale ovvero di licenziamento);
• usufruisca di prestazioni integrative per il sostegno del reddito, di entità pari almeno alla misura del 20% dell’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali, erogate da un ente bilaterale;
• abbia rilasciato la dichiarazione di immediata disponibilità (c.d. “DID”):
– ad intraprendere un percorso di riqualificazione professionale (se si tratta di apprendista sospeso);
– ad intraprendere un percorso di riqualificazione professionale o ad accettare un’offerta di lavoro congrua (se si tratta di apprendista licenziato);
• dichiari di aver reso la dichiarazione dello stato di disoccupazione e, quindi, di essersi iscritto al Centro per l’impiego (se si tratta di apprendista licenziato).
4 MISURA DELLE PRESTAZIONI A TUTELA DEL REDDITO PER LAVORATORI SOSPESI E APPRENDISTI SOSPESI O LICENZIATI
Sempre in materia di ammortizzatori sociali, il “DL milleproroghe” conferma, anche per il 2012, la possibilità di utilizzare le risorse del Fondo per l’occupazione al fine di garantire un trattamento di sostegno al reddito equivalente a quello spettante ai lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga (80% della retribuzione) ai beneficiari:
• dell’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola (con requisiti normali o ridotti) prevista a favore dei lavoratori dipendenti da aziende non destinatarie di trattamenti di integrazione salariale, sospesi per crisi aziendali od occupazionali;
• del trattamento integrativo sperimentale, pari all’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali, previsto a favore dei lavoratori assunti con la qualifica di apprendisti, in caso di sospensione per crisi aziendali od occupazionali o di licenziamento (cfr. il precedente § 3).
5 LAVORATORI PART TIME E PERCETTORI DI AMMORTIZZATORI SOCIALI - POSSIBILITÀ DI SVOLGERE PRESTAZIONI DI LAVORO ACCESSORIO
Viene prorogata al 31.12.2012 la possibilità di utilizzare, per lo svolgimento di prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio, retribuite attraverso il sistema dei buoni lavoro (o “voucher”):
• i lavoratori titolari di un contratto di lavoro a tempo parziale:
– nell’ambito di qualsiasi settore produttivo;
– purché il committente sia diverso dal datore di lavoro titolare del contratto part time;
– nel rispetto del limite di 5.000,00 euro netti di compensi nel corso di un anno solare, con riferimento a ciascun committente, stabilito per la generalità dei prestatori;
• i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito (cassintegrati, titolari di disoccupazione ordinaria o disoccupazione speciale per l’edilizia, lavoratori in mobilità):
– nell’ambito di qualsiasi settore produttivo (compresi gli enti locali);
– nel limite complessivo di 3.000,00 euro netti di compensi per anno solare, anche da parte di più committenti (interamente cumulabili con il trattamento integrativo percepito, senza obblighi di comunicazione all’INPS);
– fermo restando che il diritto a percepire qualsiasi trattamento di sostegno al reddito è subordinato alla dichiarazione del lavoratore di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale (c.d. “DID”).
5.1 NOZIONE DI LAVORO OCCASIONALE DI TIPO ACCESSORIO
In estrema sintesi, si ricorda che il lavoro occasionale di tipo accessorio consiste nello svolgimento di attività di natura occasionale, non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato, autonomo o parasubordinato, in quanto svolte, al di fuori di un normale contratto di lavoro, in modo del tutto saltuario.
Esso si caratterizza per la flessibilità di utilizzo e per l’estrema semplificazione degli obblighi tipicamente connessi all’instaurazione e alla gestione di un rapporto lavorativo (fatti salvi l’acquisto dei buoni lavoro e l’effettuazione delle comunicazioni preventive e di variazione all’INAIL/INPS, infatti, non sono previsti, ad esempio, obblighi di comunicazione al Centro per l’impiego, di iscrizione nel libro unico del lavoro, né di consegna del prospetto paga).
5.2 AMBITO DI APPLICAZIONE DEL LAVORO OCCASIONALE DI TIPO ACCESSORIO
In generale, possono essere committenti di lavoro occasionale accessorio:
• famiglie;
• enti senza fini di lucro;
• soggetti non imprenditori;
• imprese familiari;
• imprenditori agricoli;
• imprenditori operanti in altri settori produttivi;
• committenti pubblici o enti locali, negli specifici ambiti stabiliti dalla legge.

Le prestazioni di lavoro accessorio, inoltre, possono essere rese:
• da qualsiasi soggetto (es. disoccupati, lavoratori autonomi o subordinati, a tempo pieno o a tempo parziale, ecc.), nei settori di attività tassativamente elencati dall’art. 70 del DLgs. 276/2003 (es. lavori domestici, lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione, insegnamento privato supplementare, attività svolte nell’ambito delle manifestazioni sportive, culturali, fieri¬stiche o caritatevoli, ecc.);
• ovvero, nell’ambito di tutti gli altri settori produttivi, dalle categorie di prestatori specificamente individuate dal medesimo articolo (giovani studenti con meno di 25 anni di età, pensionati, nonché – fino al 31.12.2012 – percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito e lavoratori part time).
5.3 PAGAMENTO DELLE PRESTAZIONI MEDIANTE BUONI LAVORO (O VOUCHER)
Il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio avviene, nel rispetto dei limiti di compenso sopra indicati, attraverso “buoni lavoro” (o “voucher”) prepagati del valore nominale di 10,00, 20,00 o 50,00 euro, le cui modalità di acquisto da parte del committente e di riscossione da parte del prestatore variano a seconda che si scelga di utilizzare:
• la procedura con “voucher telematici”, accessibile dal sito www.inps.it;
• oppure “voucher cartacei”, reperibili presso le sedi INPS, le tabaccherie aderenti all’iniziativa o gli sportelli bancari abilitati, nonché, in via sperimentale dall’1.12.2011, presso gli uffici postali della Lombardia e della Puglia.
Regime previdenziale, assicurativo e fiscale dei buoni lavoro
Il valore nominale di un buono è comprensivo:
• della contribuzione previdenziale a favore della Gestione separata INPS, pari al 13%;
• della contribuzione a favore dell’INAIL, pari al 7%, ai fini dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro;
• del compenso spettante al concessionario (l’INPS) per la gestione del servizio, pari al 5%.
Fanno eccezione le prestazioni occasionali accessorie svolte a favore di imprese familiari nell’ambito dell’attività normalmente esercitata dalle stesse, remunerate attraverso buoni soggetti al regime del lavoro subordinato (contribuzione al Fondo pensioni lavoratori dipendenti pari al 33%, contribuzione all’INAIL pari al 4%).

In ogni caso, il valore netto del voucher, cioè il corrispettivo netto della prestazione incassato dal lavoratore, è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupazione dell’interessato.
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