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Circolare n.31/2012 - Imposte patrimoniali sugli immobili all’estero, sulle attività finanziarie detenute all’estero e sulle attività oggetto di “scudo fiscale” - Riepilogo della disciplina

19-06-2012
Imposte patrimoniali sugli immobili all’estero, sulle attività finanziarie detenute all’estero e sulle attività oggetto di “scudo fiscale” - Riepilogo della disciplina


INDICE

1 Premessa
2 Nuova tassazione sugli immobili esteri
2.1 Decorrenza
2.2 Soggetti passivi
2.3 Determinazione dell’imposta
2.3.1 Valore degli immobili situati nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo
2.3.2 Caratteristiche dell’imposta
2.3.3 Limite per beneficiare dell’esclusione dall’imposta
2.3.4 Dipendenti pubblici all’estero e soggetti che lavorano presso organizzazioni internazionali
2.4 Versamento dell’imposta
2.5 Applicazione della disciplina IRPEF
3 Nuova tassazione sulle attività finanziarie detenute all’estero
3.1 Decorrenza
3.2 Soggetti passivi
3.3 Attività finanziarie rilevanti
3.4 Detenzione all’estero delle attività finanziarie
3.5 Determinazione dell’imposta
3.6 Versamento dell’imposta
3.7 Applicazione della disciplina IRPEF
4 Nuova imposta di bollo sui capitali “scudati”
4.1 Decorrenza
4.2 Ambito di applicazione
4.3 Base imponibile
4.4 Determinazione dell’imposta
4.5 Versamento dell’imposta
4.6 Mancato versamento e sanzioni
5 Imposta straordinaria sulle attività prelevate dal dossier segretato


1 PREMESSA
L’art. 19 del DL 6.12.2011 n. 201 convertito nella L. 22.12.2011 n. 214, c.d. “decreto Monti”, ha istituito:
• un’imposta dello 0,76% sugli immobili esteri posseduti dalle persone fisiche residenti, a decorrere dal 2011;
• un’imposta dello 0,10% per il 2011 e il 2012, ovvero dello 0,15% dal 2013, sulle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti;
• un prelievo annuale a titolo di imposta di bollo speciale, pari all’1% nel 2012, all’1,35% nel 2013 e allo 0,4% dal 2014, sui capitali rimpatriati con il c.d. “scudo fiscale” e ancora segretati;
• un’imposta straordinaria dell’1% sulle attività finanziarie “scudate” che sono state in tutto o in parte prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della procedura di emersione ovvero comunque dismesse.

Successivamente, l’art. 8 del DL 2.3.2012 n. 16, convertito nella L. 26.4.2012 n. 44, ha modificato in modo sostanziale l’impianto delle suddette imposte, introducendo:
• un’apposita base imponibile dell’imposta sugli immobili esteri, se si possiedono immobili nell’Unione europea (UE) o negli Stati dello Spazio economico europeo (SEE) che garantiscono lo scambio di informazioni (Norvegia e Islanda);
• la previsione per la quale l’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero diventa in misura fissa se si applica a conti correnti detenuti presso un intermediario residente nell’Unione europea (UE) o negli Stati dello Spazio economico europeo (SEE) che garantiscono lo scambio di informazioni (Norvegia e Islanda);
• alcune modifiche in relazione alla determinazione delle imposte sulle attività “scudate” e al termine per il loro versamento.
Provvedimenti attuativi
Con il provv. Agenzia delle Entrate 5.6.2012 n. 72442 sono state emanate le disposizioni attuative delle imposte in esame.
Tale provvedimento ha sostituito il precedente provv. 14.2.2012 n. 24832, con il quale erano state emanate le disposizioni attuative dell’imposta di bollo speciale e dell’imposta straordinaria sulle attività finanziarie oggetto di “scudo fiscale”, al fine di tenere conto delle novità introdotte con il suddetto DL 16/2012.
2 NUOVA TASSAZIONE SUGLI IMMOBILI ESTERI
Il “decreto Monti” ha istituito un’imposta sul valore degli immobili (fabbricati e terreni) situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti in Italia.
L’imposta è dovuta per gli immobili detenuti a titolo di proprietà o di altro diritto reale.
Sono soggetti all’imposta anche gli immobili che sono stati oggetto di operazioni di emersione mediante la procedura di regolarizzazione nonché mediante quella del rimpatrio giuridico, per effetto del c.d. “scudo fiscale”.
2.1 DECORRENZA
L’imposta in esame si applica a decorrere dal 2011 (UNICO 2012).
2.2 SOGGETTI PASSIVI
Sono tenute al versamento dell’imposta sugli immobili esteri le persone fisiche residenti ai fini fiscali in Italia:
• proprietarie dell’immobile;
• ovvero titolari di altro diritto reale sullo stesso.

Sono invece esclusi dall’ambito di applicazione della nuova imposta gli immobili situati all’estero posseduti da:
• società commerciali (snc, sas, srl, spa, sapa, società cooperative) ed enti ad esse equiparati;
• società semplici ed enti ad esse equiparati;
• trust;
• enti non commerciali.
2.3 DETERMINAZIONE DELL’IMPOSTA
L’aliquota dell’imposta è stabilita nella misura dello 0,76% e deve essere applicata:
• sul costo dell’immobile risultante dall’atto di acquisto o dai contratti;
• in mancanza di tale riferimento, sul valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Qualora l’immobile non sia più posseduto al 31 dicembre dell’anno di riferimento, si deve considerare il valore dell’immobile rilevato al termine del periodo di detenzione.

Per gli immobili acquisiti per successione o donazione il valore è quello dichiarato nella dichiarazione di successione o nell’atto registrato o, in mancanza, il costo di acquisto sostenuto dal de cuius o dal donante risultante dalla relativa documentazione o, in assenza di documentazione, il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Nel caso in cui il valore dell’immobile fosse espresso in valuta diversa dall’euro, si applicano i tassi di cambio previsti ai fini della compilazione del modulo RW del modello UNICO.
2.3.1 Valore degli immobili situati nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo
Per gli immobili situati in Stati appartenenti all’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (Norvegia e Islanda), il valore dell’immobile è quello catastale ai fini dell’assolvimento di imposte di natura patrimoniale o reddituale nello Stato estero. Tale criterio si applica anche qualora gli immobili siano pervenuti per successione o donazione.
In assenza di tale valore, torna applicabile il costo risultante dall’atto o dal contratto di acquisto e, in mancanza, il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.
2.3.2 Caratteristiche dell’imposta
In relazione all’imposta in esame, si segnala inoltre che:
• essa si applica proporzionalmente:
– alla quota di possesso dell’immobile;
– ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine, il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno 15 giorni è computato per intero;
• è possibile dedurre, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato estero in cui è situato l’immobile.

Con le modifiche apportate dal DL 16/2012, per gli immobili situati in Stati appartenenti all’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (Norvegia e Islanda), è consentito detrarre un credito di imposta pari alle eventuali imposte di natura patrimoniale e reddituale, se non già scomputate ai fini IRPEF, gravanti sullo stesso immobile.
Inoltre, qualora sussista un’eccedenza di imposta reddituale estera gravante sugli stessi immobili non scomputata dall’IRPEF, dall’imposta patrimoniale dovuta in Italia si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, anche tale eccedenza.

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