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Circolare n.6/2013 - Legge di stabilità 2013 - Novità in materia di altre imposte indirette

18-01-2013
Legge di stabilità 2013 - Novità in materia di altre imposte indirette

INDICE

CIRCOLARE N.6/2013

1 Premessa
2 Nuova imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. “Tobin tax”)
2.1 Operazioni su azioni e strumenti finanziari partecipativi
2.1.1 Misura dell’imposta
2.1.2 Esclusioni
2.1.3 Soggetti obbligati al pagamento
2.1.4 Esenzioni
2.1.5 Versamento dell’imposta
2.2 Operazioni su strumenti finanziari derivati
2.2.1 Misura dell’imposta
2.2.2 Soggetti obbligati al pagamento
2.2.3 Esenzioni
2.2.4 Versamento dell’imposta
2.3 Operazioni ad “alta frequenza”
2.3.1 Misura dell’imposta
2.3.2 Soggetti obbligati al pagamento
2.3.3 Decorrenza
2.4 Decreto attuativo e versamento dell’imposta per il primo periodo di applicazione
2.5 Indeducibilità
3 Imposta di bollo sulle comunicazioni alla clientela relative a prodotti finanziari
4 Imposta di bollo sui certificati penali

1 PREMESSA
Le novità in materia di altre imposte indirette previste dalla L. 24.12.2012 n. 228 (legge di stabilità per il 2013) riguardano, in particolare:
• la nuova imposta sulle transazioni finanziarie (c.d.“Tobin tax”);
• l’imposta di bollo sulle comunicazioni alla clientela relative a prodotti finanziari;
• l’imposta di bollo sui certificati penali.
2 NUOVA IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE (C.D. “TOBIN TAX”)
Viene introdotta una nuova imposta, di natura indiretta, sulle transazioni finanziarie, che si applicherà:
• in parte dall’1.3.2013;
• in parte dall’1.7.2013.

Il prelievo viene operato in relazione a tre diverse fattispecie:
• i trasferimenti di proprietà di azioni e strumenti finanziari partecipativi di emittenti (art. 1 co. 491 della L. 228/2012);
• i contratti derivati e sui titoli che abbiano come sottostante le azioni di cui sopra (art. 1 co. 492 della L. 228/2012);
• le “operazioni ad alta frequenza” (art. 1 co. 495 della L. 228/2012).
2.1 OPERAZIONI SU AZIONI E STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI
Dall’1.3.2013 sono soggetti ad imposta i trasferimenti della proprietà:
• di azioni e altri strumenti finanziari partecipativi di cui all’art. 2346 co. 6 c.c., emessi da società residenti nel territorio dello Stato (sono, quindi, escluse, ad esempio, le quote di srl);
• di titoli rappresentativi dei predetti strumenti, indipendentemente dalla residenza del soggetto emittente;
• di azioni, che avvenga per effetto della conversione di obbligazioni (ad eccezione delle azioni di nuova emissione).

La norma precisa che l’imposta non si applica se il trasferimento avviene a seguito di successione o donazione.
L’imposta è dovuta indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione e dallo Stato di residenza delle parti contraenti.
2.1.1 Misura dell’imposta
L’imposta è dovuta in misura proporzionale, con aliquote differenziate nel tempo:
• per il 2013:
– 0,22%, per i trasferimenti che non avvengono in mercati regolamentati e sistemi multilaerali di negoziazione;
– 0,12%, per i trasferimenti in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione;
• “a regime”, dal 2014:
– 0,20%, per i trasferimenti che non avvengono in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione;
– 0,10%, per i trasferimenti in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione.

Tali aliquote si applicano ad una base imponibile costituita dal “valore della transazione”, che viene definito come “il valore del saldo netto delle transazioni regolate giornalmente relative al medesimo strumento finanziario e concluse nella stessa giornata operativa da un medesimo soggetto, ovvero il corrispettivo versato”.
2.1.2 Esclusioni
Sono escluse dall’imposta:
• le c.d. “operazioni sul mercato primario”, ovvero le operazioni di emissione e annullamento dei titoli azionari e dei predetti strumenti finanziari;
• le operazioni di conversione in azioni di nuova emissione;
• le operazioni di acquisizione temporanea di titoli;
• i trasferimenti di proprietà di azioni negoziate in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione emesse da società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell’anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro.
2.1.3 Soggetti obbligati al pagamento
L’imposta è dovuta dall’acquirente (il soggetto a favore del quale avviene il trasferimento della proprietà), ma è ordinariamente versata dalle banche, dalle società fiduciarie e dalle imprese di investimento abilitate all’esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento, nonché dagli altri soggetti che comunque intervengono nell’esecuzione delle predette operazioni, ivi compresi gli intermediari non residenti.
Qualora nell’operazione intervengano più soggetti tra quelli sopra indicati, l’imposta è versata da colui che riceve direttamente dall’acquirente o dalla controparte finale l’ordine di esecuzione.
Negli altri casi, l’imposta è versata dal contribuente.
2.1.4 Esenzioni
L’imposta sul trasferimento di azioni e di strumenti partecipativi non si applica (oltre che ad alcuni soggetti istituzionali, quali ad esempio, la BCE, l’Unione Europea, ecc.):
• ai soggetti che effettuano le transazioni e le operazioni soggette ad imposta nell’ambito dell’attività di supporto agli scambi (c.d. “market making”), limitatamente alla stessa;
• ai soggetti che effettuano, per conto di una società emittente, le transazioni e le operazioni soggette ad imposta in vista di favorire la liquidità delle azioni emesse dalla medesima società emittente;
• agli enti di previdenza obbligatori (pubblici e privati), nonché alle forme pensionistiche complementari;
• alle transazioni e alle operazioni tra società fra le quali sussista il rapporto di controllo (ex art. 2359 co. 1 n. 1-2 e co. 2 c.c.);
• alle operazioni effettuate nell’ambito di operazioni di riorganizzazione aziendale;
• alla c.d. “finanza etica”.
2.1.5 Versamento dell’imposta
Il versamento dell’imposta deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello del trasferimento della proprietà delle azioni o degli strumenti finanziari.
2.2 OPERAZIONI SU STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
Viene disposta l’applicazione di un’imposta fissa sulle operazioni concernenti strumenti finanziari derivati.
In particolare, dall’1.7.2013, sono soggette ad imposta:
• le operazioni su strumenti finanziari derivati, che abbiano come sottostante prevalente uno o più degli strumenti finanziari descritti al precedente § 2.1 (di cui al co. 491 dell’art. 1 della L. 228/2012) o il cui valore dipenda prevalentemente da uno o più degli strumenti finanziari di cui sopra;
• le operazioni sui valori mobiliari che permettano di acquisire o di vendere prevalentemente uno o più strumenti finanziari descritti al precedente § 2.1 (di cui al co. 491 dell’art. 1 della L. 228/2012) o che comportino un regolamento in contanti determinato con riferimento prevalentemente a uno o più di tali strumenti finanziari, inclusi warrants, covered warrants e certificates.
L’imposta è dovuta indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione e dallo Stato di residenza delle parti contraenti.
2.2.1 Misura dell’imposta
L’imposta è dovuta in misura fissa, determinata, con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto, dalla tabella allegata alla L. 228/2012.
Nelle tabelle sottostanti, la misura dell’imposta viene individuata distinguendo la varie tipologie di strumento finanziario.


CONTRATTI FUTURES, CERTIFICATES, COVERED WARRANTS E CONTRATTI DI OPZIONE SU RENDIMENTI,
MISURE O INDICI RELATIVI AD AZIONI
Valore nozionale del contratto Misura fissa dell’imposta
0 – 2.500,00 euro 0,01875 euro per ciascuna controparte
2.500,00 – 5.000,00 euro 0,0375 euro per ciascuna controparte
5.000,00 – 10.000,00 euro 0,075 euro per ciascuna controparte
10.000,00 – 50.000,00 euro 0,375 euro per ciascuna controparte
50.000,00 – 100.000,00 euro 0,75 euro per ciascuna controparte
100.000,00 – 500.000,00 euro 3,75 euro per ciascuna controparte
500.000,00 – 1.000.000,00 euro 7,5 euro per ciascuna controparte
Superiore a 1.000.000,00 di euro 15,00 euro per ciascuna controparte



CONTRATTI FUTURES, WARRANTS, CERTIFICATES, COVERED WARRANTS
E CONTRATTI DI OPZIONE SU AZIONI
Valore nozionale del contratto Misura fissa dell’imposta
0 – 2.500,00 euro 0,125 euro per ciascuna controparte
2.500,00 – 5.000,00 euro 0,25 euro per ciascuna controparte
5.000,00 – 10.000,00 euro 0,50 euro per ciascuna controparte
10.000,00 – 50.000,00 euro 2,50 euro per ciascuna controparte
50.000,00 – 100.000,00 euro 5,00 euro per ciascuna controparte
100.000,00 – 500.000,00 euro 25,00 euro per ciascuna controparte
500.000,00 – 1.000.000,00 euro 50,00 euro per ciascuna controparte
Superiore a 1.000.000,00 di euro 100,00 euro per ciascuna controparte


CONTRATTI DI SCAMBIO (SWAPS) SU AZIONI E RELATIVI RENDIMENTI, INDICI O MISURE
CONTRATTI A TERMINE COLLEGATI AD AZIONI E RELATIVI RENDIMENTI, INDICI O MISURE
CONTRATTI FINANZIARI DIFFERENZIALI COLLEGATI ALLE AZIONI ED AI RELATIVI RENDIMENTI, INDICI O MISURE
QUALSIASI ALTRO TITOLO CHE COMPORTA UN REGOLAMENTO IN CONTANTI DETERMINATO
CON RIFERIMENTO ALLE AZIONI ED AI RELATIVI RENDIMENTI, INDICI O MISURE
COMBINAZIONI DI CONTRATTI O DI TITOLI SOPRAINDICATI
Valore nozionale del contratto Misura fissa dell’imposta
0 – 2.500,00 euro 0,25 euro per ciascuna controparte
2.500,00 – 5.000,00 euro 0,50 euro per ciascuna controparte
5.000,00 – 10.000,00 euro 1,00 euro per ciascuna controparte
10.000,00 – 50.000,00 euro 5,00 euro per ciascuna controparte
50.000,00 – 100.000,00 euro 10,00 euro per ciascuna controparte
100.000,00 – 500.000,00 euro 50,00 euro per ciascuna controparte
500.000,00 – 1.000.000,00 euro 100,00 euro per ciascuna controparte
Superiore a 1.000.000,00 di euro 200,00 euro per ciascuna controparte

Per le operazioni che avvengono in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione, la medesima imposta in misura fissa viene ridotta a 1/5.
2.2.2 Soggetti obbligati al pagamento
L’imposta è dovuta da ciascuna delle controparti delle operazioni.
Anche in tal caso, tuttavia, come avviene per l’imposta sul trasferimento di azioni (esaminata al precedente § 2.1), l’imposta è versata dalle banche, dalle società fiduciarie e dalle imprese di investimento abilitate all’esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento, nonché dagli altri soggetti che comunque intervengono nell’esecuzione delle predette operazioni, ivi compresi gli intermediari non residenti.
Qualora nell’operazione intervengano più soggetti tra quelli indicati sopra, l’imposta è versata da colui che riceve direttamente dall’acquirente o dalla controparte finale l’ordine di esecuzione.
Negli altri casi, l’imposta è versata dal contribuente.
2.2.3 Esenzioni
L’imposta sui derivati non si applica (oltre che ad alcuni soggetti istituzionali, quali ad esempio, la BCE, l’Unione Europea, ecc.):
• ai soggetti che effettuano le transazioni e le operazioni soggette ad imposta nell’ambito dell’attività di supporto agli scambi (c.d. “market making”), limitatamente alla stessa;
• ai soggetti che effettuano, per conto di una società emittente, le transazioni e le operazioni soggette ad imposta in vista di favorire la liquidità delle azioni emesse dalla medesima società emittente;
• agli enti di previdenza obbligatori (pubblici e privati), nonché alle forme pensionistiche complementari;
• alle transazioni ed alle operazioni tra società fra le quali sussista il rapporto di controllo (di cui all’art. 2359 co. 1 n. 1-2 e co. 2 c.c.);
• alle operazioni effettuate nell’ambito di operazioni di riorganizzazione aziendale;
• alla c.d. “finanza etica”.
2.2.4 Versamento dell’imposta
Il versamento dell’imposta deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello della conclusione delle operazioni su strumenti finanziari.
2.3 OPERAZIONI AD “ALTA FREQUENZA”
Allo scopo di tassare operazioni di natura spiccatamente speculativa, è stata introdotta un’imposta proporzionale sulle operazioni definibili “ad alta frequenza”.
L’imposta colpisce operazioni effettuate elettronicamente in periodi di tempo molto brevi, in quanto viene applicata all’invio, alla cancellazione ed alla modifica di ordini che superino una determinata soglia che dovrà essere determinata dal decreto ministeriale attuativo.
2.3.1 Misura dell’imposta
L’imposta si applica con l’aliquota dello 0,02% sul controvalore degli ordini annullati o modificati che in una giornata di borsa superino la soglia che dovrà essere stabilita con il decreto ministeriale attuativo, soglia che non potrà comunque essere inferiore al 60% degli ordini trasmessi.
2.3.2 Soggetti obbligati al pagamento
L’imposta sulle operazioni ad alta frequenza è dovuta dal soggetto per conto del quale sono eseguiti gli ordini. Tuttavia, anche in tal caso, l’imposta, ove possibile, è prelevata e versata dall’intermediario che riceve direttamente dall’acquirente o dalla controparte finale l’ordine di esecuzione e sarà versata entro il giorno 16 del mese successivo.
2.3.3 Decorrenza
La nuova imposta sulle operazioni ad alta frequenza si applica alle transazioni concluse a decorrere:
• dall’1.3.2013, per le operazioni ad alta frequenza relative a trasferimenti di azioni e strumenti finanziari partecipativi;
• dall’1.7.2013, per le operazioni ad alta frequenza relative a operazioni su strumenti finanziari derivati.
2.4 DECRETO ATTUATIVO E VERSAMENTO DELL’IMPOSTA PER IL PRIMO PERIODO DI APPLICAZIONE
Con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze saranno definite le modalità di applicazione della nuova imposta, compresi gli eventuali obblighi dichiarativi.
L’imposta relativa ad operazioni, trasferimenti od ordini effettuati entro la fine del terzo mese successivo alla data di pubblicazione di tale decreto attuativo, sarà versata non prima del giorno 16 del sesto mese successivo a tale data.
2.5 INDEDUCIBILITÀ
La “Tobin tax” non è deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.
3 IMPOSTA DI BOLLO SULLE COMUNICAZIONI ALLA CLIENTELA RELATIVE A PRODOTTI FINANZIARI
Dall’1.1.2013, l’imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti finanziari (di cui all’art. 13 co. 2-ter della Tariffa, allegata al DPR 642/72) si applica nella misura dell’1,5 per mille.
In relazione a tale imposta, la L. 228/2012 ha fissato un nuovo limite massimo di applicazione, pari a 4.500,00 euro, destinato a sostituire il precedente limite di 1.200,00 euro che, per espressa previsione normativa, era destinato ad operare “limitatamente” al 2012.
Il nuovo limite massimo di 4.500,00 euro, tuttavia, non ha applicazione generalizzata, ma è limitato ai soli clienti diversi dalle persone fisiche.
Pertanto, dall’1.1.2013, l’imposta di bollo (pari all’1,5 per mille annuo) sulle comunicazioni alla clientela relative ai prodotti finanziari, è dovuta:
• dai clienti persone fisiche, con il limite minimo di 34,20 euro e senza limite massimo;
• dai clienti diversi dalle persone fisiche, con il limite minimo di 34,20 euro e con il limite massimo di 4.500,00 euro.
4 IMPOSTA DI BOLLO SUI CERTIFICATI PENALI
Dall’1.1.2013, i certificati penali non sono più esenti dall’imposta di bollo.
Infatti, modificando la disciplina recata dall’art. 18 co. 1 del DPR 30.5.2002 n. 115, viene disposto che i certificati penali siano esclusi dall’esenzione operante per gli atti del processo penale.
Pertanto, dall’1.1.2013, i certificati penali risultano soggetti all’imposta di bollo nella misura di 14,62 euro, come i certificati generali e civili.

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