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Circolare n.31/2014 - DL 12.9.2014 n. 133 conv. L. 11.11.2014 n. 164 (c.d. “Sblocca Italia”) - Principali novità

09-01-2015
DL 12.9.2014 n. 133 conv. L. 11.11.2014 n. 164 (c.d. “Sblocca Italia”) - Principali novità

CIRCOLARE N.31/2014

INDICE


1 Premessa
2 Investimenti in abitazioni da concedere in locazione - Deduzione del 20% del prezzo di
  acquisto o delle spese di costruzione
2.1 Ambito applicativo
2.2 Soggetto beneficiario
2.3 Durata dell’agevolazione
2.3.1 Acquisti di unità immobiliari di nuova costruzione
2.3.2 Acquisti di unità immobiliari oggetto di interventi di recupero edilizio
2.3.3 Costruzione in proprio delle unità immobiliari
2.4 Condizioni per beneficiare dell’agevolazione
2.5 Limite massimo di spesa
2.6 Cessione in usufrutto delle unità immobiliari
2.7 Ripartizione della deduzione
2.8 Incumulabilità con altre agevolazioni fiscali
2.9 Disposizioni attuative
3 Novità in materia di normativa edilizia
3.1 Definizione di “manutenzione straordinaria”
3.2 Interventi di conservazione
3.3 Attività edilizia libera e comunicazione di inizio lavori (CIL)
3.4 Varianti ai permessi di costruire
3.5 Mutamento d’uso urbanisticamente rilevante
3.6 Permesso di costruire “convenzionato”
4 Contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili
  (c.d. “rent to buy”) - Disciplina
4.1 Nuovo contratto tipico
4.2 Ambito oggettivo e soggettivo
4.3 Mancato esercizio del diritto di acquistare
4.4 Risoluzione per inadempimento
4.5 Trascrizione 7
4.6 Applicazione delle norme sull’usufrutto in costanza della “locazione”
4.7 Inadempimento e fallimento
4.8 Profili fiscali
5 Accordo di riduzione del canone di locazione - Esenzione da imposte di registro e di
  bollo
5.1 Ambito oggettivo di applicazione
5.2 Ambito soggettivo di applicazione
5.3 Registrazione del contratto di locazione
5.4 Trattativa per la riduzione del canone
5.5 Esenzione da imposte indirette
6 Liberalizzazione delle locazioni di immobili ad uso non abitativo
6.1 Ambito oggettivo di applicazione
6.2 Ambito soggettivo di applicazione
6.3 Libertà di decidere le condizioni contrattuali
6.4 Decorrenza
7 Realizzazione di reti di comunicazione a banda ultralarga - Concessione di un credito
  d’imposta
7.1 Ambito soggettivo
7.2 Ambito oggettivo
7.3 Condizioni di fruizione
7.4 Determinazione del credito d’imposta
7.5 Caratteristiche del credito d’imposta
7.6 Procedura di prenotazione
7.7 Trasmissione del progetto
7.8 Pubblicazione delle aree oggetto di intervento
7.9 Verifica della conformità dell’intervento
7.10 Disposizioni attuative
8 Disposizioni in materia di autotrasporto
8.1 Contributi alle imprese di autotrasporto
8.1.1 Contributi per l’acquisto di beni capitali
8.1.2 Contributi per la formazione professionale
8.2 Tracciabilità dei pagamenti per il trasporto merci su strada
9 Modifiche agli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni complessive
9.1 Veicoli agevolabili 14
9.1.1 Categorie di veicoli agevolabili
9.1.2 Veicoli utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni
9.2 Entità dei contributi
9.2.1 Contributi per acquisti dall’1.10.2014 al 31.12.2014
9.2.2 Contributi per acquisti nell’anno 2015
9.3 Eliminazione di alcuni vincoli sui veicoli da rottamare


1 PREMESSA
Il DL 12.9.2014 n. 133 (c.d. “Sblocca Italia”), entrato in vigore il 13.9.2014, è stato convertito, con modificazioni, nella L. 11.11.2014 n. 164, in vigore dal 12.11.2014.

Di seguito si segnalano le principali novità.
2 INVESTIMENTI IN ABITAZIONI DA CONCEDERE IN LOCAZIONE - DEDUZIONE DEL 20% DEL PREZZO DI ACQUISTO O DELLE SPESE DI COSTRUZIONE
Con l’art. 21 del DL 133/2014, conv. L. 164/2014, sono state introdotte disposizioni volte ad incen¬tivare l’investimento dei privati in abitazioni:
• di nuova costruzione o che siano state oggetto di interventi di recupero edilizio;
• dotate di elevate prestazioni energetiche;
• da destinare alla locazione.
2.1 AMBITO APPLICATIVO
Viene infatti prevista una deduzione dal reddito complessivo pari al 20% delle spese sostenute per:
• l’acquisto di unità immobiliari residenziali di nuova costruzione, invendute alla data del 12.11.2014 (data di entrata in vigore della legge di conversione);
• l’acquisto di unità immobiliari residenziali oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e risanamento conservativo;
• gli interessi passivi dipendenti da mutui contratti per l’acquisto delle unità immobiliari di cui sopra;
• le prestazioni di servizi, dipendenti da contratti d’appalto, per la costruzione di unità immobiliari residenziali su aree edificabili già possedute dal contribuente prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già stati riconosciuti diritti edificatori.
2.2 SOGGETTO BENEFICIARIO
Possono beneficiare della deduzione del 20% le persone fisiche non esercenti attività commerciale.
2.3 DURATA DELL’AGEVOLAZIONE
Sono agevolati gli acquisti di unità immobiliari residenziali effettuati dall’1.1.2014 al 31.12.2017.
2.3.1 Acquisti di unità immobiliari di nuova costruzione
Con l’introduzione della nuova condizione necessaria per fruire dell’agevolazione secondo cui le unità immobiliari di nuova costruzione che vengono acquistate devono risultare “invendute alla data di entrata in vigore della legge di conversione”, si crea un contrasto con la disposizione che prevede che sono agevolati gli acquisti effettuati dall’1.1.2014.
Infatti, se l’immobile deve avere la qualifica di invenduto alla data del 12.11.2014, appare chiaro che non potranno beneficiare del bonus fiscale gli acquisti di immobili nuovi effettuati nel periodo intercorrente dall’1.1.2014 al 12.11.2014, in quanto carenti della suddetta condizione. Potranno invece beneficiare del bonus gli acquisti operati a partire dal 13.11.2014.
2.3.2 Acquisti di unità immobiliari oggetto di interventi di recupero edilizio
Conseguentemente a quanto sopra detto, la data dell’1.1.2014 a partire dalla quale gli acquisti sono agevolati deve intendersi riferita alle sole compravendite di unità immobiliari residenziali che sono state oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e risanamento conservativo.
2.3.3 Costruzione in proprio delle unità immobiliari
La limitazione temporale dall’1.1.2014 al 31.12.2017 dovrebbe applicarsi anche in relazione alle spese sostenute per la costruzione in proprio delle unità immobiliari.
2.4 CONDIZIONI PER BENEFICIARE DELL’AGEVOLAZIONE
La deduzione del 20% spetta a condizione che:
• entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, l’unità immobiliare venga destinata alla locazione in via continuativa per almeno 8 anni; tuttavia, il diritto alla deduzione non viene meno se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima del decorso degli 8 an¬ni e ne viene stipulato un altro entro un anno dalla data della risoluzione del precedente contratto;
• il locatore ed il locatario non siano parenti entro il primo grado (sono parenti di primo grado, ad esempio, il padre ed il figlio);
• il canone di locazione non sia superiore:
– a quello definito in ambito locale per gli alloggi di edilizia “convenzionata”;
– ovvero al minore importo tra il canone cosiddetto “concordato” sulla base degli accordi definiti in sede locale ai sensi dell’art. 2 co. 3 della L. 9.12.98 n. 431 e quello definito in ambito comunale (c.d. “edilizia a canone speciale”) ai sensi dell’art. 3 co. 114 della
L. 24.12.2003 n. 350;
• l’unità immobiliare sia a destinazione residenziale e non sia classificata o classificabile nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (immobili di pregio);
• l’unità immobiliare non sia ubicata nelle zone destinate ad usi agricoli (zone E ai sensi del DM 3.4.68 n. 1444);
• l’unità immobiliare consegua prestazioni energetiche certificate in classe A o B ai sensi dell’Allegato 4 del DM 26.6.2009, ovvero ai sensi della normativa regionale, laddove vigente.
2.5 LIMITE MASSIMO DI SPESA
Per l’acquisto o la realizzazione delle suddette unità immobiliari destinate alla locazione, l’agevolazione spetta nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000,00 euro.

Il limite riguarda, quindi, complessivamente:
• il prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita;
• le spese sostenute per prestazioni di servizi, dipendenti da contratti d’appalto, per la costruzione dell’unità immobiliare sull’area posseduta (in questo caso, le spese di costruzione sono attestate dall’impresa che esegue i lavori).

La deduzione spetta anche per l’acquisto o la realizzazione di ulteriori unità immobiliari destinate alla locazione, fermo restando il limite massimo complessivo di spesa pari a 300.000,00 euro. Quindi, il limite massimo di spesa su cui calcolare la deduzione è di 300.000,00 euro, ma non sono previste limitazioni al numero delle unità immobiliari.
Interessi passivi
Nonostante la norma non lo dica espressamente, sembrerebbe che anche gli interessi passivi rientrino nel limite complessivo di 300.000,00 euro.
Sul punto, tuttavia, appaiono necessari chiarimenti ufficiali, anche con riferimento alle modalità di calcolo degli interessi passivi che possono godere dell’agevolazione.
2.6 CESSIONE IN USUFRUTTO DELLE UNITÀ IMMOBILIARI
Viene prevista, inoltre, la possibilità di cedere in usufrutto le unità immobiliari acquistate con l’agevolazione fiscale in oggetto, anche contestualmente all’atto di acquisto e anche prima della scadenza del periodo minimo di locazione di otto anni, a soggetti giuridici pubblici o privati operanti da almeno dieci anni nel settore dell’alloggio sociale (ai sensi del DM 22.4.2008), a condizione che:
• venga mantenuto il vincolo alla locazione con il limite di canone di cui si è detto sopra;
• il corrispettivo di usufrutto, calcolato su base annua, non sia superiore all’importo dei canoni di locazione determinati in base agli anzidetti criteri.
2.7 RIPARTIZIONE DELLA DEDUZIONE
La deduzione del 20% è ripartita in 8 quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta nel quale avviene la stipula del contratto di locazione.
Di conseguenza, la deduzione massima dal reddito potrà essere di 60.000,00 euro complessivi (20% di 300.000,00 euro), pari a 7.500,00 euro all’anno.
2.8 INCUMULABILITÀ CON ALTRE AGEVOLAZIONI FISCALI
La deduzione in esame non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge per le medesime spese.
2.9 DISPOSIZIONI ATTUATIVE
Con un DM saranno definite le ulteriori modalità attuative dell’agevolazione in esame.
3 NOVITÀ IN MATERIA DI NORMATIVA EDILIZIA
Al fine di semplificare le procedure edilizie, l’art. 17 del DL 133/2014, conv. L. 164/2014, apporta numerose modifiche al Testo unico dell’edilizia (DPR 380/2001).
3.1 DEFINIZIONE DI “MANUTENZIONE STRAORDINARIA”
Una delle modifiche di maggiore importanza riguarda la definizione di “interventi di manutenzione straordinaria”.
In particolare, modificando l’art. 3 co. 1 lett. b) del DPR 380/2001, sono definite tali le opere e le modifiche necessarie per:
• rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici,
• realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici,

sempreché non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso.

Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria vengono ricompresi anche quelli consi¬stenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere che implicano la modifica delle superfici e, conseguentemente, dei volumi delle singole unità immobi¬liari, purché, lo si ribadisce, non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso.
3.2 INTERVENTI DI CONSERVAZIONE
Un’altra novità riguarda l’introduzione di una nuova tipologia di interventi definiti “di conserva¬zione”, previsti per gli edifici esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione.
In tal caso, l’amministrazione comunale può, in alternativa all’espro¬prio, prevedere la riqualificazione delle aree attraverso forme di compensazione incidenti sull’area interessata e senza aumento della superficie coperta, che siano rispondenti al pubblico interesse.
In attesa dell’attuazione del piano, il proprietario:
• può intervenire con interventi di carattere conservativo;
• non può demolire e ricostruire l’immobile a meno che l’intervento sia giustificato da oggettive e improrogabili esigenze di sicurezza statica o igienico-sanitarie.
3.3 ATTIVITÀ EDILIZIA LIBERA E COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI (CIL)
Modificando l’art. 6 del DPR 380/2001, viene stabilito che, fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e le altre norme di settore (es. quelle sulla sicurezza, antincendio, ecc.), rien¬trano nell’attività edilizia libera, i cui interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo, gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW che rientrano fra gli interventi di manutenzione ordinaria.
Inoltre, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo, previa comunicazione dell’inizio dei lavori (CIL), anche telematicamente, da parte dell’interessato all’amministrazione comunale:
• gli interventi di manutenzione straordinaria, ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali del¬l’edificio;
• le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, sempre che non riguardino le parti strutturali;
• le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa.

Per gli interventi sopra elencati, l’interessato trasmette all’amministrazione comunale l’elaborato progettuale e la CIL asseverata da un tecnico abilitato. Inoltre:
• la comunicazione dovrà contenere anche i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori;
• il tecnico abilitato dovrà attestare, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compa¬tibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio.

È punita con la sanzione di 1.000,00 euro:
• l’omessa presentazione della CIL di cui sopra;
• l’omessa comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori.

Tuttavia, la sanzione è ridotta di due terzi, se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione
3.4 VARIANTI AI PERMESSI DI COSTRUIRE
Le varianti ai permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale sono realizzabili mediante segnalazione certificata d’inizio attività (SCIA) e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista.
Con questa disposizione viene ampliata la casistica delle varianti non essenziali attuabili in corso d’opera e da comunicare nella fase di fine la¬vori. Tale possibilità, si legge nella Relazione illustrativa al DL 133/2014, evita la sospensione dei lavori in attesa di un provvedimento che dovrebbe altrimenti essere rilasciato dall’am¬ministrazione per la conformità delle varianti realizzate alle disposizioni di piano.
3.5 MUTAMENTO D’USO URBANISTICAMENTE RILEVANTE
Con il nuovo art. 23-ter del DPR 380/2001, viene disciplinata la variazione d’uso urbanisticamente rilevante. In particolare, è stabilito che, salva diversa previsione da parte delle leggi regionali e degli strumenti urbanistici comunali vigenti:
• costituisce mutamento rilevante della destinazione d’uso ogni forma di utilizzo dell’immobile o della singola unità immobiliare diversa da quella originaria (anche se non accompagnata da opere edilizie) tale da comportare l’assegnazione di una diversa categoria funzionale tra residenziale, turistico-ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale e rurale;
• la destinazione d’uso viene identificata in relazione ai metri qua¬drati prevalenti di superficie utile destinati allo specifico uso;
• il mutamento della destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito.
3.6 PERMESSO DI COSTRUIRE “CONVENZIONATO”
Infine, viene introdotto il “Permesso di costruire convenzionato” che dovrebbe essere rilasciato con modalità semplificate sulla base di una convenzione stipulata con il Comune e che dovrà specificare gli obblighi, funzionali al soddisfacimento di un interesse pubblico, che il soggetto attuatore si assume ai fini di poter conseguire il rilascio del titolo edilizio.
4 CONTRATTI DI GODIMENTO IN FUNZIONE DELLA SUCCESSIVA ALIE¬NA¬ZIONE DI IMMOBILI (C.D. “RENT TO BUY”) - DISCIPLINA
L’art. 23 del DL 133/2014, conv. L. 164/2014, contiene la disciplina dei “contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili”, cioè delle operazioni di c.d. “rent to buy”. Con tale espressione si indicano, ad esempio, i contratti di locazione con patto di futura vendita, ovvero i contratti che consentono l’iniziale attribuzione dell’immobile in godimento, con impegno futuro all’acquisto.
Operazioni di tal genere hanno avuto ampia diffusione negli ultimi anni, a causa della crisi del mercato immobiliare. Per questo motivo, il legislatore ha voluto disciplinarli come figura contrattuale tipica, fornendone una disciplina civilistica, in modo da rendere più agevole e “sicura” la stipula di operazioni di “rent to buy”.
Entrata in vigore
La nuova disciplina è entrata in vigore il 13.9.2014.
4.1 NUOVO CONTRATTO TIPICO
La nuova fattispecie tipica viene definita come il contratto, diverso dalla locazione finanziaria, che prevede l’immediata concessione del godimento di un immobile, con diritto per il conduttore di acqui¬starlo entro un termine determinato, imputando al corrispettivo del trasferimento la parte di canone indicata nel contratto.
La nuova tipologia contrattuale coniuga quindi in un’unica fattispecie caratteri propri della locazione e della compravendita.
4.2 AMBITO OGGETTIVO E SOGGETTIVO
La nuova tipologia contrattuale trova applicazione:
• con riferimento ad ogni tipologia di immobile (fabbricati abitativi, fabbricati strumentali, terreni, ecc.);
• indipendentemente dalle parti contrattuali (persone fisiche, imprese, soggetti che agiscono nell’esercizio di arti o professioni, ecc.).
4.3 MANCATO ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACQUISTARE
In sede di conversione è stata aggiunta una disposizione in base alla quale le parti stabiliscono in sede contrattuale la quota dei canoni imputata al corrispettivo che il concedente deve restituire in caso di mancato esercizio del diritto di acquistare la proprietà dell’immobile entro il termine stabilito.
Pertanto, ove il conduttore non eserciti il diritto di acquistare, egli può avere diritto a vedersi resti¬tuire una quota dei canoni pagati (atteso che i canoni contenevano una “quota” corrisposta a titolo di corrispettivo per la futura vendita). In tale ipotesi, la quota da restituire viene determinata a priori dalle parti del contratto.
4.4 RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO
Il contratto si risolve in caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un nu¬mero minimo di canoni che deve essere determinato dalle parti contrattuali, comunque in misura non inferiore ad un ventesimo del loro numero complessivo.
4.5 TRASCRIZIONE
La nuova disciplina prevede che il contratto di “rent to buy” sia trascritto come un contratto preliminare. Ciò comporta la necessità che il contratto sia redatto in forma pubblica (atto pubblico o scrittura privata autenticata).
La trascrizione del “rent to buy” consente di estendere ad esso:
• l’effetto “prenotativo” tipico della trascrizione del contratto preliminare (in virtù del quale, ove il contratto definitivo sia trascritto, la trascrizione del preliminare prevale sulle trascri¬zioni ed iscrizioni eseguite contro il promittente venditore dopo la trascrizione del preliminare medesimo); peraltro, per il “rent to buy”, i termini di durata massima dell’effetto “prenotativo” sono au¬mentati a tutta la durata del contratto di locazione (ma per un periodo non superiore a 10 anni);
• la disciplina della cancellazione della trascrizione;
• il privilegio speciale sull’immobile oggetto di contratto, a garanzia dei crediti del futuro acquirente, in caso di inadempimento del venditore;
• l’iscrizione di ipoteca sul bene oggetto del contratto.
4.6 APPLICAZIONE DELLE NORME SULL’USUFRUTTO IN COSTANZA DELLA “LOCAZIONE”
Durante la fase di “godimento” dell’immobile, trovano applicazione (in luogo delle norme sulla locazione immobiliare), le norme civilistiche sull’usufrutto (in quanto compatibili), in relazione:
• alla redazione dell’inventario (art. 1002 c.c.);
• alla garanzia (artt. 1002 e 1003 c.c.);
• alla suddivisione delle spese (artt. 1004 - 1007 c.c.);
• alle pretese di terzi (artt. 1012 e 1013 c.c.).
4.7 INADEMPIMENTO E FALLIMENTO
Viene prevista una specifica disciplina per il caso di inadempimento o fallimento di una delle parti.
In particolare, viene disposto che:
• in caso di risoluzione per inadempimento del concedente, lo stesso deve restituire la parte dei canoni imputata al corrispettivo, maggiorata degli interessi legali;
• in caso di risoluzione per inadempimento del conduttore, il concedente ha diritto alla restitu¬zione dell’immobile ed acquisisce interamente i canoni a titolo di indennità, se non è stato diversamente convenuto nel contratto;
• in caso di fallimento del concedente il contratto prosegue, fatta salva l’applicazione dell’art. 67 co. 3 lett. c) della legge fallimentare, a norma del quale non sono soggetti all’azione revocatoria gli atti trascritti ai sensi dell’art. 2645-bis c.c. (tra i quali rientra il “rent to buy”), i cui effetti non siano cessati per effetto dell’esauri¬men¬to della durata massima dell’effetto prenotativo, conclusi a giusto prezzo ed aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo, destinati a costituire l’abitazione principale dell’acquirente o di suoi parenti e affini entro il terzo grado, ovvero immobili ad uso non abitativo destinati a costituire la sede principale dell’attività d’impresa dell’acquirente, purché alla data della dichiarazione di fallimento tale attività sia effettivamente esercitata ovvero siano stati compiuti investimenti per darvi inizio;
• in caso di fallimento del conduttore, si applica l’art. 72 della legge fallimentare, relativo alla disciplina dei rapporti pendenti.

Se il curatore fallimentare si scioglie dal contratto, si applicano le suddette disposizioni previste in caso di risoluzione per inadempimento.
4.8 PROFILI FISCALI
Il DL 133/2014 non disciplina i profili fiscali del “rent to buy”.
In relazione ai contratti di “rent to buy” aventi ad oggetto alloggi sociali, è stata invece espressa¬men¬te prevista l’estensione della disciplina recata dall’art. 8 del DL 28.3.2014 n. 47, conv. L. 23.5.2014 n. 80.
5 ACCORDO DI RIDUZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE - ESENZIONE DA IMPOSTE DI REGISTRO E DI BOLLO
L’art. 19 del DL 133/2014, conv. L. 164/2014, allo scopo di evitare ulteriori aggravi impositivi a carico delle parti del contratto di locazione che decidano di ridurre il canone pattuito in contratto, prevede che la registrazione dell’accordo di riduzione del canone di locazione sia esente dalle imposte di registro e di bollo.
5.1 AMBITO OGGETTIVO DI APPLICAZIONE
L’operatività dell’esenzione è limitata agli accordi che:
• contengano esclusivamente la riduzione del canone di locazione;
• riguardino contratti di locazione “in essere” al momento dell’accordo.
5.2 AMBITO SOGGETTIVO DI APPLICAZIONE
La norma si applica alle parti dei contratti di locazione sopra individuati (può trattarsi di privati cittadini, imprese, soggetti che esercitano arti o professioni, ecc.).
5.3 REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE
L’accordo di riduzione del canone deve essere obbligatoriamente registrato solo ove sia stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata (ris. Agenzia delle Entrate 28.6.2010 n. 60).
Negli altri casi, la registrazione, pur non obbligatoria, viene talvolta volontariamente operata dai contribuenti, allo scopo di fornire una prova della nuova pattuizione, di modo da poter ottenere la riduzione della base imponibile dell’imposta di registro dovuta sui canoni di locazione (riduzione che opera dall’annualità successiva a quella in cui è stata concordata la riduzione).
5.4 TRATTATIVA PER LA RIDUZIONE DEL CANONE
In sede di conversione è stato stabilito che le parti del contratto di locazione possono avvalersi, nella definizione degli accordi di riduzione del canone (anche nell’ambito di iniziative intraprese da agenzie e istituti per le locazioni), dell’assistenza delle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori, sia in relazione ai contratti a canone libero (4+4) che a quelli a canone concordato (3+2).
In base alla nuova norma, inoltre, il conduttore, con propria comunicazione, può avanzare richiesta motivata di riduzione del canone contrattuale.
Aliquota IMU ridotta
Nel caso in cui la trattativa si concluda con la determinazione di un canone ridotto, i Comuni possono deliberare un’aliquota ridotta dell’IMU.
Entrata in vigore
La nuova disciplina, in quanto introdotta in sede di conversione in legge del decreto, è entrata in vigore il 12.11.2014.
5.5 ESENZIONE DA IMPOSTE INDIRETTE
A partire dal 13.9.2014 (data di entrata in vigore del DL 133/2014), la registrazione (volontaria o in termine fisso) degli accordi di riduzione del canone di locazione, che non contengano altre pattui¬zioni e che riguardino contratti “in essere”, avviene senza pagamento né dell’imposta di registro né dell’imposta di bollo.
6 LIBERALIZZAZIONE DELLE LOCAZIONI DI IMMOBILI AD USO NON ABI¬TA¬TIVO
Per effetto dell’art. 18 del DL 133/2014, conv. L. 164/2014, viene ampliata la libertà delle parti nella regolamentazione di alcuni contratti di locazione di immobili ad uso non abitativo.
Entrata in vigore
Poiché l’art. 18 del DL 133/2014 è stato sostituito in sede di conversione in legge, la disciplina da esso introdotta è entrata in vigore il 12.11.2014 (data di entrata in vigore della legge di conversione).
6.1 AMBITO OGGETTIVO DI APPLICAZIONE
La novità concerne i contratti di locazione:
• di immobili adibiti ad uso diverso dall’abitazione, anche se adibiti ad attività alberghiera;
• purché non riferiti a locali qualificati di interesse storico a seguito di provvedimento regionale o comunale;
• per i quali sia previsto un canone annuo superiore a 250.000,00 euro;
• che siano provati per iscritto.
6.2 AMBITO SOGGETTIVO DI APPLICAZIONE
La norma concerne tutte le parti dei contratti di locazione sopra individuati, che possono, quindi, essere sia privati cittadini, che imprese, che soggetti che esercitano arti o professioni, ecc.
6.3 LIBERTÀ DI DECIDERE LE CONDIZIONI CONTRATTUALI
In relazione ai contratti sopra delineati, viene prevista la possibilità, per le parti, di derogare alla disciplina dettata dalla L. 27.7.78 n. 392, regolando in autonomia i termini e le condizioni contrattuali.
Ne deriva, ad esempio, la possibilità, per le parti, di disporre liberamente in materia di:
• durata del contratto e di rinnovo del medesimo;
• variazione in aumento del canone.
6.4 DECORRENZA
La disciplina recata dall’art. 18 del DL 133/2014, come sostituito, in sede di conversione, dalla
L. 164/2014, è entrata in vigore il 12.11.2014.
Inoltre, in sede di conversione del DL 133/2014, la L. 164/2014 ha introdotto una specifica norma di decorrenza, in base alla quale:
• le disposizioni in esame, in materia di “grandi locazioni” di immobili strumentali, non si applicano ai contratti in corso alla data del 12.11.2014;
• ai giudizi in corso alla data del 12.11.2014 continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti.

Tali previsioni sono volte ad evitare che clausole contrattuali nulle, ex art. 79 della L. 392/78 (in quanto deroganti alla disciplina legale contenuta in tale legge), contenute in contratti stipulati prima dell’entrata in vigore delle nuove norme ed in corso al 12.11.2014, possano essere “sanate” alla luce della nuova disciplina.
Pertanto, in conclusione:
• per i contratti di locazione di immobili adibiti ad uso diverso da abitazione, stipulati dal 12.11.2014, in presenza delle suddette condizioni (tra le quali, ad esempio, il canone annuo superiore a 250.000,00 euro), è possibile, per le parti, derogare alla disciplina legale dei contratti di locazione commerciale;
• le clausole dei contratti di locazione di immobili adibiti ad uso diverso da abitazione, stipulati fino alla data dell’11.11.2014, ancorché “in corso” alla data del 12.11.2014, sono nulle se derogano alla disciplina legale dettata dalla L. 392/78, quale che sia il canone previsto dal contratto: a tali contratti, infatti, si applica la disciplina previgente;
• ai giudizi in corso alla data del 12.11.2014 continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti.
7 REALIZZAZIONE DI RETI DI COMUNICAZIONE A BANDA ULTRALARGA - CONCESSIONE DI UN CREDITO D’IMPOSTA
L’art. 6 del DL 133/2014, conv. L. 164/2014, ha introdotto, in via sperimentale fino al 31.12.2015 (ovvero, in alcuni casi, fino all’anno 2016), un credito d’imposta per le impre¬se che realizzano interventi infrastrutturali volti alla creazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga.
7.1 AMBITO SOGGETTIVO
Possono beneficiare dell’agevolazione le imprese che realizzano gli interventi agevolati.
7.2 AMBITO OGGETTIVO
Sono agevolabili gli interventi infrastrutturali (per i quali non siano previsti contributi pubblici a fondo perduto):
• realizzati sulla rete a banda ultralarga;
• relativi alla rete di accesso attraverso cui viene fornito il servizio.

I suddetti interventi possono essere ammessi all’agevolazione qualora ricorrano le seguenti condi¬zioni:
• gli interventi infrastrutturali devono essere nuovi e aggiuntivi (non già previsti in piani industriali o finanziari o in altri idonei atti al 12.11.2014), funzionali ad assicurare il servizio a banda ultralarga a tutti i soggetti potenzialmente interessati insistenti nell’area considerata;
• gli interventi devono soddisfare un obiettivo di pubblico interesse previsto dall’Agenda digitale europea;
• gli interventi devono prevedere un investimento privato non inferiore alle soglie di seguito indicate:
– nei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, l’investimento non deve essere inferiore a 200.000,00 euro e il completamento degli interventi infrastrutturali deve avve¬nire entro 9 mesi dalla data di prenotazione al Ministero dello Sviluppo economico;
– nei Comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 10.000 abitanti, l’investimento non deve essere inferiore a 500.000,00 euro e il completamento degli interventi infrastrutturali deve avvenire entro 12 mesi dalla data di prenotazione al Ministero dello Sviluppo economico;
– nei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, l’investimento non deve essere inferiore a un milione di euro e il completamento degli interventi infrastrutturali deve avvenire entro 12 mesi dalla data di prenotazione al Ministero dello Sviluppo economico. Il suddetto termine di completamento è esteso a 24 mesi per investimenti superiori a 10 milioni di euro e a 30 mesi per investimenti superiori a 50 milioni di euro, ma in tal caso deve essere assicurata la connessione a tutti gli edifici scolastici nell’area interessata entro i primi 12 mesi; nei casi di investimenti superiori a 10 e 50 milioni di euro, inoltre, l’agevolazione è estesa all’imposta sul reddito e all’IRAP relative all’anno 2016;
• le condizioni del mercato devono essere insufficienti a garantire che l’investimento privato sia realizzato entro due anni dal 12.11.2014; il termine è di tre anni in caso di investimenti superiori a 50 milioni di euro.
Definizioni
Ai fini in esame si intende per:
• rete a banda ultralarga a 30 Mbit/s: l’insieme delle infrastrutture e delle tecnologie in grado di erogare un servizio di connettività con banda di download di almeno 30 Mbit/s e di upload di almeno 3 Mbit/s su una determinata area;
• rete a banda ultralarga a 100 Mbit/s: l’insieme delle infrastrutture e tecnologie in grado di erogare un servizio di connettività con banda di download di almeno 100 Mbit/s e di upload di almeno 10 Mbit/s su una determinata area;
• servizio a banda ultralarga: un servizio di connettività con la banda ultralarga a 30 o 100 Mbit/s e con l’obbligo di copertura di tutti i potenziali utenti (residenziali, Pubbliche Ammini¬stra¬zioni, imprese) di una determinata area geografica con un fattore di contemporaneità di almeno il 50% della popolazione residente servita e assicurando la copertura di tutti gli edifici scolastici dell’area interessata.
7.3 CONDIZIONI DI FRUIZIONE
Sono ammessi al beneficio tutti gli interventi infrastrutturali attraverso cui è possibile fornire il servizio di connettività (costruzione di cavidotti, cavi in fibra ottica, armadi di terminazione ottica e tralicci), purché non ricadenti in aree nelle quali già sussistano idonee infrastrutture o vi sia già un fornitore di servizi di rete a banda ultralarga, con caratteristiche eguali o superiori a quelle dell’in¬tervento per il quale è richiesto il credito d’imposta.
Non sono ammessi al beneficio i costi per apparati tecnologici di qualunque natura.
I benefici possono essere concessi ad un solo soggetto nella stessa area.
7.4 DETERMINAZIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA
Gli interventi che abbiano le predette caratteristiche possono usufruire del credito d’imposta:
• a valere sull’IRES e sull’IRAP complessivamente dovute dall’impresa che realizza l’intervento infrastrutturale;
• entro il limite massimo del 50% del costo dell’investimento.
7.5 CARATTERISTICHE DEL CREDITO D’IMPOSTA
Il credito d’imposta:
• non costituisce ricavo ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP;
• è utilizzato in sede di dichiarazione dei redditi e IRAP.
7.6 PROCEDURA DI PRENOTAZIONE
Al fine di fruire del credito d’imposta, a decorrere dal 12.11.2014 e fino al 31.1.2015, l’operatore interessato alla realizzazione dell’investimento deve dare evidenza pubblica all’impegno che intende assumere, manifestando il proprio interesse, per ciascuna area, attraverso una prenotazione da effettuare nel sito web del Ministero dello Sviluppo economico.
Al riguardo, nel suddetto sito web, è inserita un’apposita sezione con la classificazione delle aree ai fini del Piano strategico banda ultralarga in cui sono distinti gli interventi a 30 Mbit/s e a 100 Mbit/s.

Nei casi di conflitto di prenotazione, ossia per tutte le aree in cui vi sia più di una prenotazione, il beneficio è riconosciuto all’operatore che presenta il progetto con una maggiore copertura del terri¬torio e livelli di servizio più elevati, corredati di soluzioni tecnologiche più evolute.
7.7 TRASMISSIONE DEL PROGETTO
Nei tre mesi successivi alla prenotazione l’operatore, a pena di decadenza, deve trasmettere un progetto esecutivo firmato digitalmente, conformemente a quanto previsto dalla decisione della Commissione europea che ha autorizzato il progetto strategico banda ultralarga [C(2012) 9833 final, del 18.12.2012].
7.8 PUBBLICAZIONE DELLE AREE OGGETTO DI INTERVENTO
Entro il 30.4.2015 il Ministero dello Sviluppo economico pubblica l’indicazione di tutte le aree oggetto di intervento privato con richiesta del beneficio e di tutte le “aree bianche” rimanenti (in cui l’intervento è necessario ma non ancora previsto).
7.9 VERIFICA DELLA CONFORMITÀ DELL’INTERVENTO
Dopo il completamento dell’intervento, l’operatore è tenuto ad inviare una comunicazione certificata del collaudo tecnico dell’intervento, affinché l’amministrazione possa verificare la conformità dell’in¬tervento rispetto agli impegni assunti, e deve mettere a disposizione degli altri operatori l’accesso all’infrastruttura passiva, secondo le determinazioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Sia in fase di progettazione sia in fase di gestione, il Ministero dello Sviluppo economico ha la facoltà di predisporre ogni tipo di controllo necessario per verificare la conformità dell’intervento rispetto agli impegni assunti.
7.10 DISPOSIZIONI ATTUATIVE
Con decreto del Ministro dello Sviluppo economico saranno stabiliti condizioni, criteri, modalità operative, di controllo e attuative delle suddette disposizioni, nonché il procedimento per l’individuazione, da parte del CIPE, del limite degli interventi agevolabili.
Il DM attuativo dovrà definire altresì:
• le modalità atte ad assicurare l’effettiva sussistenza del carattere nuovo e aggiuntivo dell’intervento infrastrutturale proposto;
• la modulazione della struttura delle aliquote del credito d’imposta di cui lo stesso beneficia, anche in funzione delle specifiche condizioni di mercato dell’area interessata;
• le forme di controllo e di monitoraggio, per garantire il conseguimento delle finalità sottese al beneficio concesso.
8 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AUTOTRASPORTO
L’art. 32-bis del DL 133/2014, conv. L. 164/2014, introduce alcune novità con riferimento al settore dell’autotrasporto, in particolare relativamente:
• alle modalità di fruizione dei contributi riconosciuti alle imprese di autotrasporto per l’acquisto di beni capitali e per la formazione professionale;
• alla tracciabilità dei pagamenti relativi ai contratti di trasporto merci su strada.
8.1 CONTRIBUTI ALLE IMPRESE DI AUTOTRASPORTO
In merito alle nuove modalità di fruizione dei contributi per le imprese di autotrasporto, occorre distinguere tra:
• contributi destinati all’acquisto di beni capitali;
• contributi per la formazione professionale.
8.1.1 Contributi per l’acquisto di beni capitali
I contributi alle imprese di autotrasporto per l’acquisto di beni capitali:
• devono essere fruiti mediante credito d’imposta;
• salvo che i destinatari presentino espressa richiesta di utilizzo diretto del contributo.
Oggetto dei contributi
Le nuove modalità di fruizione si applicano ai contributi relativi:
• agli interventi volti a realizzare l’utilizzo di modalità di trasporto alternative al trasporto stradale e l’ottimizzazione della catena logistica;
• agli investimenti per l’acquisto di attrezzature e dispositivi atti a migliorare la sicurezza e l’impatto ambientale del trasporto stradale.
Modalità di utilizzo del credito d’imposta
Il credito d’imposta in esame:
• è riconosciuto nei limiti delle risorse finanziarie effettivamente disponibili per il 2014 e, comunque, non oltre 15 milioni di euro complessivi;
• deve essere utilizzato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento;
• non è soggetto al limite di utilizzo annuale dei crediti d’imposta da indicare nel quadro RU del modello UNICO, di cui all’art. 1 co. 53 della L. 244/2007, pari a 250.000,00 euro.
Comunicazione dei dati da parte del Ministero all’Agenzia delle Entrate
Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione solo successivamente alla comunicazione, in modalità telematica, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti all’Agenzia delle Entrate dei seguenti dati:
• gli elenchi dei beneficiari;
• i relativi codici fiscali;
• gli importi dei contributi unitari spettanti alle imprese.

In fase di elaborazione dei modelli F24 presentati dalle imprese, l’Agenzia delle Entrate:
• verifica che l’ammontare dei crediti utilizzati in compensazione non ecceda l’importo del contributo concesso;
• scarta le operazioni di versamento che non rispettano tale requisito.
8.1.2 Contributi per la formazione professionale
Le suddette modalità di fruizione mediante credito d’imposta possono trovare applicazione anche con riferimento ai contributi per la formazione professionale.
In tal caso:
• il beneficiario deve presentare espressa dichiarazione in cui afferma di voler fruire del credito d’imposta;
• l’utilizzo può avvenire nei limiti delle risorse finanziarie effettivamente disponibili e, comunque, non oltre 10 milioni di euro complessivi.
8.2 TRACCIABILITÀ DEI PAGAMENTI PER IL TRASPORTO MERCI SU STRADA
Al fine di assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari finalizzata alla prevenzione delle infiltrazioni criminali e del riciclaggio del denaro derivante da traffici illegali, viene previsto che tutti i soggetti della filiera dei trasporti provvedano al pagamento del corrispettivo per le prestazioni rese in adempimento di un contratto di trasporto di merci su strada, indipendentemente dall’ammontare dell’importo dovuto, mediante:
• strumenti elettronici di pagamento (es. bancomat e carte di credito);
• assegni, bonifici bancari o postali;
• ogni altro strumento idoneo a garantire la piena tracciabilità delle operazioni.
9 MODIFICHE AGLI INCENTIVI PER L’ACQUISTO DI NUOVI VEICOLI A BASSE EMISSIONI COMPLESSIVE
L’art. 39 del DL 133/2014, conv. L. 164/2014, modifica la disciplina degli incentivi di cui agli artt. 17-bis, 17-decies, 17-undecies e 17-duodecies del DL 22.6.2012 n. 83, conv. L. 7.8.2012 n. 134, in ba¬se ai quali è prevista la concessione di un contributo per l’acquisto, anche in locazione finanziaria:
• di un veicolo nuovo a basse emissioni complessive (si tratta di veicoli elettrici, ibridi, a GPL, a metano, a biometano, a biocombustibili o a idrogeno, che producono emissioni di anidride carbonica (CO2) allo scarico non superiori a 120 g/km);
• con eventuale rottamazione di un vecchio veicolo.

Di seguito si evidenziano le principali modifiche apportate alla suddetta disciplina.
9.1 VEICOLI AGEVOLABILI
9.1.1 Categorie di veicoli agevolabili
Sono oggetto dell’agevolazione:
• i ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli e i veicoli con caratteristiche atipiche, come definiti dall’art. 47 del DLgs. 285/92 (Codice della strada);
• appartenenti alle categorie M1, N1, L (comprensivo delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e).

L’accorpamento nella lettera “L” fa sì che:
• sia consentita la rottamazione di uno qualsiasi dei veicoli di questa categoria più ampia;
• non sia necessario rottamare, come avveniva in passato, esattamente un veicolo della stessa categoria del veicolo nuovo.
9.1.2 Veicoli utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni
A seguito delle modifiche apportate, sono ammessi alle agevolazioni i veicoli a basse emissioni complessive utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni:
• non solo destinati ad essere utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa;
• ma anche dati in uso promiscuo ai dipendenti.
9.2 ENTITÀ DEI CONTRIBUTI
A coloro che acquistano in Italia, anche in locazione finanziaria, e immatricolano un veicolo nuovo di fabbrica a basse emissioni complessive sono riconosciuti i seguenti contributi, ora previsti con possibilità di modulare l’incentivo anche sotto la soglia del 20% (15% per il 2015) del prezzo del veicolo.
9.2.1 Contributi per acquisti dall’1.10.2014 al 31.12.2014
Per gli acquisti effettuati dall’1.10.2014 (data di riapertura della procedura di prenotazione a seguito dell’adeguamento alle modifiche apportate) al 31.12.2014, sono previsti i seguenti contributi.

TIPOLOGIA VEICOLO: Veicoli a basse emissioni complessiveche producono emissioni di CO2
non superiori a 50 g/km
CONTRIBUTO PREVISTO: Fino al 20% del prezzo di acquisto (prima delle imposte)
LIMITE MASSIMO: 5.000,00 euro


TIPOLOGIA VEICOLO Veicoli a basse emissioni complessiveche producono emissioni di CO2
non superiori a 95 g/km
CONTRIBUTO PREVISTO:Fino al 20% del prezzo di acquisto (prima delle imposte)
LIMITE MASSIMO: 4.000,00 euro


TIPOLOGIA VEICOLO:Veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO2
non superiori a 120 g/km
CONTRIBUTO PREVISTO:Fino al 20% del prezzo di acquisto (prima delle imposte)
LIMITE MASSIMO: 2.000,00 euro

9.2.2 Contributi per acquisti nell’anno 2015
Per gli acquisti effettuati nell’anno 2015, sono invece previsti i seguenti contributi.

TIPOLOGIA VEICOLI Veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO2
non superiori a 50 g/km
CONTRIBUTO PREVISTO: Fino al 15% del prezzo di acquisto (prima delle imposte)
LIMITE MASSIMO 3.500,00 euro

TIPOLOGIA VEICOLI: Veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO2
non superiori a 95 g/km
CONTRIBUTO PREVISTO:Fino al 15% del prezzo di acquisto (prima delle imposte)
LIMITE MASSIMO: 3.000,00 euro

TIPOLOGIA VEICOLO: Veicoli a basse emissioni complessive che producono emissioni di CO2
non superiori a 120 g/km
CONTRIBUTO PREVISTO:Fino al 15% del prezzo di acquisto (prima delle imposte)
LIMITE MASSIMO: 1.800,00 euro


9.3 ELIMINAZIONE DI ALCUNI VINCOLI SUI VEICOLI DA ROTTAMARE
Sono stati eliminati alcuni requisiti in precedenza richiesti per l’accesso ai contributi.
In particolare:
• non è più necessario che il veicolo da rottamare risulti immatricolato almeno 10 anni prima della data di acquisto del veicolo nuovo; possono, quindi, essere consegnati per la rottamazione anche veicoli con meno di 10 anni di anzianità;
• non è più necessario che il veicolo consegnato per la rottamazione sia intestato, da almeno 12 mesi dalla data di acquisto del veicolo nuovo, allo stesso soggetto intestatario di quest’ultimo o ad uno dei familiari conviventi alla stessa data; è ora previsto che il veicolo consegnato per la rottamazione sia intestato allo stesso soggetto intestatario del veicolo nuovo o ad uno dei familiari conviventi alla data di acquisto del mede
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