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Circolare n.16/2010 - DL 25.3.2010 n. 40

26-04-2010

DL 25.3.2010 n. 40 - Nuovi obblighi di comunicazione a fini di contrasto delle frodi fiscali

CIRCOLARE N.16/2010

INDICE

1 Premessa 2
2 Comunicazione delle operazioni con soggetti operanti in “paradisi fiscali” 2
2.1 Individuazione dei “Paesi black list” 2
2.1.1 Esclusione di alcuni Paesi o settori di attività 2
2.1.2 Estensione ad altri Paesi, soggetti o settori di attività 2
2.2 Modalità e termini di comunicazione 2
2.3 Sanzioni in caso di omessa, incompleta o infedele comunicazione 3
2.3.1 Esclusione del “cumulo giuridico” 3
2.3.2 Applicazione del ravvedimento operoso e della definizione agevolata 3
3 Comunicazione del trasferimento all’estero della sede sociale 3
3.1 Modalità di comunicazione 3
3.2 Decorrenza 3



1 PREMESSA
Il DL 25.3.2010 n. 40 (c.d. “DL incentivi”), pubblicato sulla G.U. 26.3.2010 n. 71, contiene anche alcune disposizioni in materia fiscale al fine di:
• contrastare le frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l’altro, nella forma dei cosiddetti “caroselli” e “cartiere”;
• reperire risorse per la copertura dei numerosi incentivi che sono stati previsti per sostenere determinati settori produttivi in crisi.

In particolare, vengono previsti nuovi obblighi di comunicazione in relazione:
• alle operazioni effettuate/ricevute con operatori situati in “paradisi fiscali”;
• al trasferimento all’estero della sede sociale.
Entrata in vigore
Il DL 40/2010 è entrato in vigore il 26.3.2010 (stesso giorno di pubblicazione sulla G.U.).
2 COMUNICAZIONE DELLE OPERAZIONI CON SOGGETTI OPERANTI IN “PARADISI FISCALI”
I soggetti passivi IVA devono comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi:
• effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione;
• nei confronti di operatori economici (es. imprese, professionisti ed enti) aventi sede, domicilio o residenza nei c.d. “Paesi black list”, cioè nei c.d. “paradisi fiscali”.
2.1 INDIVIDUAZIONE DEI “PAESI BLACK LIST”
Il DL 40/2010 stabilisce che i Paesi esteri in relazione ai quali si applicano le nuove disposizioni di monitoraggio sono quelli indicati nelle “black list” contenute:
• nel DM 4.5.99, relativo alla presunzione di residenza in Italia delle persone fisiche;
• nel DM 21.11.2001, emanato ai fini dell’applicazione della disciplina sulle imprese controllate estere (CFC).
2.1.1 Esclusione di alcuni Paesi o settori di attività
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con apposito decreto, può però escludere alcuni “paradisi fiscali” dalla lista dei Paesi esteri in relazione ai quali si applica il nuovo obbligo di co¬mu¬ni¬cazione.
2.1.2 Estensione ad altri Paesi, soggetti o settori di attività
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con apposito decreto, può però anche stabilire di estendere il nuovo adempimento in relazione a:
• Paesi non ricompresi nelle suddette “black list”;
• particolari tipologie di soggetti;
• specifici settori di attività.
2.2 MODALITÀ E TERMINI DI COMUNICAZIONE
Le modalità e i termini per adempiere al nuovo obbligo di comunicazione telematica saranno stabiliti con un successivo decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.
2.3 SANZIONI IN CASO DI OMESSA, INCOMPLETA O INFEDELE COMUNICAZIONE
In caso di omessa, incompleta o infedele comunicazione è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 516,00 a 4.130,00 euro (il doppio della sanzione prevista dall’art. 11 del DLgs. 471/97).
2.3.1 Esclusione del “cumulo giuridico”
La suddetta sanzione sarà irrogata per ciascuna violazione commessa (c.d. “cumulo materiale”).
Viene infatti espressamente esclusa l’applicazione della disciplina del c.d. “cumulo giuridico” (art. 12 del DLgs. 472/97), cioè l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave con determinate maggiorazioni, qualora:
• con una sola azione od omissione, vengano violate diverse disposizioni, anche relative a differenti tributi;
• con più azioni od omissioni, avvengano plurime violazioni della medesima disposizione;
• vengano commesse più violazioni che, nella loro progressione, pregiudicano o tendono a pre¬giudicare la determinazione dell’imponibile ovvero la liquidazione anche periodica del tributo;
• violazioni della stessa indole vengano commesse in periodi d’imposta diversi.
2.3.2 Applicazione del ravvedimento operoso e della definizione agevolata
In aggiunta a quanto indicato nel precedente paragrafo, non sono previste altre deroghe alla ordinaria disciplina delle sanzioni amministrative tributarie.
Anche in relazione alla nuova sanzione, pertanto, sarà possibile effettuare:
• il ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del DLgs. 472/97;
• la definizione agevolata, ai sensi degli artt. 16 e 17 del DLgs. 472/97.
3 COMUNICAZIONE DEL TRASFERIMENTO ALL’ESTERO DELLA SEDE SOCIALE
Accanto al suddetto adempimento collegato ai “Paesi black list”, il DL 40/2010 introduce l’obbligo per le società di comunicare il trasferimento all’estero della sede sociale, a prescindere che avvenga o meno in “paradisi fiscali”, ai seguenti soggetti:
• Uffici del Registro imprese delle Camere di Commercio;
• Agenzia delle Entrate;
• INPS;
• INAIL.
3.1 MODALITÀ DI COMUNICAZIONE
Tale comunicazione deve avvenire con le stesse modalità previste in relazione alla “co¬mu¬ni¬cazione unica per la nascita dell’impresa” (c.d. “ComUnica”, obbligatoria dall’1.4.2010), vale a dire:
• in via telematica, tramite il sito Internet individuato dalla Camera di commercio;
• oppure mediante supporto informatico, firmato digitalmente e consegnato direttamente agli sportelli camerali.
3.2 DECORRENZA
Il nuovo obbligo di comunicazione decorre dall’1.5.2010.
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