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Circolare n.20/2010 - DL 25.3.2010 n. 40 (c.d. “decreto incentivi”)

08-06-2010
INDICE
CIRCOLARE N.20/2010

1 Premessa 3
2 Novità in materia di agevolazioni 3
2.1 Contributi per l’acquisto di determinati beni 3
2.1.1 Ampliamento dell’ambito di applicazione degli incentivi 3
2.1.2 Limiti alla fruizione degli incentivi da parte delle imprese 4
2.2 Acquisto di battelli solari per l’attività di trasporto di persone sui laghi 4
2.3 Contributi per i generatori di energia elettrica nei rifugi di montagna 4
2.4 Tariffe postali agevolate per il settore no profit 4
3 Novità in materia di accertamento, riscossione e contenzioso 5
3.1 Comunicazione del trasferimento all’estero della sede sociale e delle altre operazioni
straordinarie 5
3.1.1 Modalità di comunicazione 5
3.1.2 Decorrenza 5
3.2 Limite di 8.000,00 euro di crediti per l’iscrizione dell’ipoteca 5
3.3 Blocco dell’esecuzione a seguito di pagamenti, sgravi e sospensioni 5
3.4 Definizione delle liti pendenti in Commissione tributaria centrale e in Cassazione 6
3.4.1 Controversie pendenti in Commissione tributaria centrale 6
3.4.2 Controversie pendenti in Cassazione 6
4 Liberalizzazione di alcuni interventi edilizi 7
4.1 Rispetto di specifici vincoli 7
4.2 Interventi edilizi “liberi” 7
4.3 Interventi edilizi soggetti a comunicazione preventiva al Comune 7
4.4 Poteri delle Regioni 8
4.5 Presentazione degli atti di aggiornamento catastale 8
4.6 Sanzioni 8
5 Novità in materia di destinazione del 5 per mille dell’IRPEF 9
5.1 Individuazione dei soggetti beneficiari in relazione all’anno 2010 9
5.1.1 Soggetti destinatari 9
5.1.2 Obbligo di rendiconto 9
5.1.3 Altre disposizioni attuative 10
5.2 Inserimento delle fondazioni riconosciute tra i soggetti beneficiari per gli anni 2007 e 2008 10
6 Esenzione IVA per i servizi postali 11
6.1 Servizio postale universale 11
6.2 Operazioni accessorie al servizio postale universale 11
6.3 Operazioni “a monte” 12
6.4 Decorrenza 12
7 Altre principali novità 12
7.1 Obbligo di licenza per la gestione delle sale dove si installano apparecchi da gioco 12
7.2 Esclusione di alcuni giochi dalla normativa antiriciclaggio 12



1 PREMESSA
Con il DL 25.3.2010 n. 40 (c.d. “DL incentivi”):
• sono stati previsti numerosi incentivi al fine di sostenere determinati settori produttivi in crisi;
• sono state introdotte alcune disposizioni in materia fiscale al fine di contrastare le frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l’altro, nella forma dei cosiddetti “caroselli” e “cartiere”;
• sono state previste alcune semplificazioni per l’effettuazione di determinati interventi edilizi.

In sede di conversione nella L. 22.5.2010 n. 73, tali disposizioni sono state oggetto di rilevanti modi¬¬fiche ed integrazioni.

Di seguito si analizzano le principali novità contenute nel DL 40/2010 convertito, ad eccezione del¬le seguenti disposizioni, che saranno oggetto di successive Informative:
• comunicazione delle operazioni con soggetti operanti in “paradisi fiscali”;
• detassazione delle spese in ricerca e sviluppo sostenute dalle imprese del settore tessile e abbigliamento per la realizzazione di campionari (c.d. “Tremonti-quater”) e agevolazioni per l’adozione volontaria del sistema di etichettatura “trasparente”.
Entrata in vigore
Il DL 40/2010 è entrato in vigore il 26.3.2010, mentre la legge di conversione 73/2010 è entrata in vigore il 26.5.2010.
Provvedimenti attuativi
Per la piena operatività di alcune disposizioni è tuttavia necessaria l’emanazione dei previsti provve¬dimenti attuativi.
2 NOVITÀ IN MATERIA DI AGEVOLAZIONI
Con il DL 40/2010 sono stati previsti numerosi incentivi a favore delle imprese e dei consumatori, al fine di sostenere determinati settori produttivi in crisi.
In sede di conversione del citato DL:
• sono state apportate alcune modifiche alle agevolazioni già previste nel testo originario;
• sono stati introdotti nuovi incentivi.
2.1 CONTRIBUTI PER L’ACQUISTO DI DETERMINATI BENI
Il DL 40/2010 ha stanziato, per l’anno 2010, un fondo di 300 milioni di euro al fine di incentivare la domanda di beni nuovi nell’ambito di determinati settori produttivi, mediante la concessione di appositi contributi all’acquisto, perseguendo altresì obiettivi di efficienza energetica, ecocom¬pati¬bilità e miglioramento della sicurezza sul lavoro.
I suddetti incentivi consistono, in pratica, in uno sconto sul prezzo di vendita di determinati beni.
Oggetto di tali incentivi sono un ristretto numero di beni, per i quali il DM 26.3.2010 ha previsto il rispetto di specifici requisiti e una apposita procedura di concessione (per approfondimenti al ri¬guardo, si veda l’Informativa per la clientela del 31.3.2010 n. 15, § 2).
2.1.1 Ampliamento dell’ambito di applicazione degli incentivi
In relazione a tali incentivi sono state introdotte, in sede di conversione del DL 40/2010, le seguen¬ti novità:
• i contributi relativi all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica riguardano anche gli immobili esistenti e non più solo quelli di nuova costruzione;
• le gru a torre per l’edilizia possono essere acquistate anche tramite leasing e, in tal caso, il certificato di rottamazione della vecchia gru deve essere rilasciato dal conduttore;
• gli incentivi per l’acquisto di motocicli sono stati estesi anche alle biciclette a pedalata assi¬stita (peraltro, i fondi per la concessione di tali incentivi risultano già esauriti).
2.1.2 Limiti alla fruizione degli incentivi da parte delle imprese
Qualora l’acquirente dei beni agevolati sia un’impresa, in sede di conversione del DL 40/2010 è stato stabilito che i relativi contributi possono essere fruiti nel limite massimo complessivo di 500.000,00 euro di aiuti:
• per ciascuna impresa;
• in relazione al triennio dall’1.1.2008 al 31.12.2010;
• considerando anche gli altri aiuti ricevuti, compresi quelli rientranti nel regime “de minimis”, che devono essere oggetto di una apposita dichiarazione scritta (anche telematica) da parte dell’impresa beneficiaria;
• al lordo delle imposte dovute.

In precedenza, invece, era previsto che l’agevolazione in esame fosse fruibile nel rispetto della disciplina comunitaria degli aiuti “de minimis”, ossia nel rispetto del limite complessivo di 200.000,00 euro di aiuti nell’arco di tre esercizi finanziari.
2.2 ACQUISTO DI BATTELLI SOLARI PER L’ATTIVITÀ DI TRASPORTO DI PERSONE SUI LAGHI
In sede di conversione del DL 40/2010 è stata prevista la concessione di un contributo di 40.000,00 euro:
• alle imprese esercenti attività di trasporto di persone sui laghi;
• per ogni acquisto di battelli solari a ridotto impatto ambientale;
• a condizione che, per ogni battello acquistato, le imprese provvedano contestualmente alla cessazione dell’attività e alla demolizione di un battello con propulsione a vapore.

I suddetti contributi saranno concessi:
• per gli acquisti di battelli solari effettuati entro il 31.12.2010;
• nel rispetto degli standard ambientali che saranno definiti da un successivo DM;
• nel limite delle risorse disponibili, pari a 700.000,00 euro.
2.3 CONTRIBUTI PER I GENERATORI DI ENERGIA ELETTRICA NEI RIFUGI DI MONTAGNA
In sede di conversione del DL 40/2010 è stata prevista la concessione di contributi finalizzati all’effi¬cientamento del parco dei generatori di energia elettrica prodotta nei rifugi di montagna.
A tali fini, l’energia deve essere generata da pannelli solari, aerogeneratori, piccoli gruppi elettro¬geni, piccole centrali idroelettriche, impianti fotovoltaici, gruppi elettrogeni funzionanti a gas me¬ta¬no biologico, con potenza elettrica non superiore a 30 kw.

I suddetti contributi saranno concessi:
• per gli anni 2010 e 2011;
• nel limite delle risorse disponibili, pari a un milione di euro per ciascuno dei suddetti anni;
• secondo le modalità che saranno definite da un successivo DM, considerando anche un tetto massimo per ciascun rifugio.
2.4 TARIFFE POSTALI AGEVOLATE PER IL SETTORE NO PROFIT
Le associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro potranno usufruire di tariffe postali ridotte al massimo del 50% rispetto a quelle ordinarie.
Tale agevolazione:
• sarà definita con un apposito DM;
• potrà essere utilizzata nel rispetto dello stanziamento stabilito per il 2010, pari a 30 milioni di euro.
3 NOVITÀ IN MATERIA DI ACCERTAMENTO, RISCOSSIONE E CONTENZIOSO
In sede di conversione del DL 40/2010 sono state introdotte alcune novità in materia di accerta¬men¬to, riscossione e contenzioso tributario.
3.1 COMUNICAZIONE DEL TRASFERIMENTO ALL’ESTERO DELLA SEDE SOCIALE E DELLE ALTRE OPERAZIONI STRAORDINARIE
Il DL 40/2010 ha introdotto l’obbligo per le società di comunicare il trasferimento all’estero della sede sociale, a prescindere che avvenga o meno in “paradisi fiscali”, ai seguenti soggetti:
• Uffici del Registro imprese delle Camere di Commercio;
• Agenzia delle Entrate;
• INPS;
• INAIL.

In sede di conversione in legge è stato stabilito che il suddetto obbligo di comunicazione si applica anche alle altre operazioni straordinarie, quali conferimenti d’azienda, fusioni e scissioni socie¬ta¬rie.
3.1.1 Modalità di comunicazione
Tale comunicazione deve avvenire con le stesse modalità previste in relazione alla “comunica¬zione unica per la nascita dell’impresa” (c.d. “ComUnica”, obbligatoria dall’1.4.2010), vale a dire:
• in via telematica, tramite il sito Internet individuato dalla Camera di commercio;
• oppure mediante supporto informatico, firmato digitalmente e consegnato direttamente agli sportelli camerali.
3.1.2 Decorrenza
Con riferimento al trasferimento all’estero della sede sociale, il nuovo obbligo di comunicazione è decorso dall’1.5.2010.
Sulla base del dato letterale della disposizione in esame, tale decorrenza sembrerebbe applicabile anche in relazione alla comunicazione dei conferimenti d’azienda, delle fusioni, delle scissioni e delle altre operazioni straordinarie; tuttavia, poiché queste ultime fattispecie sono state previste in sede di conversione del DL 40/2010, potrebbe sostenersi che il relativo obbligo di comunicazione sia decorso solo dal 26.5.2010 (data di entrata in vigore della L. 73/2010).
Su tale aspetto appare quindi necessario un chiarimento ufficiale.
3.2 LIMITE DI 8.000,00 EURO DI CREDITI PER L’ISCRIZIONE DELL’IPOTECA
Successivamente alla notifica della cartella di pagamento, l’art. 77 del DPR 602/73 consente all’Agente della Riscossione di iscrivere ipoteca sui beni immobili del contribuente.
In sede di conversione del DL 40/2010 è stato previsto che, a decorrere dal 26.5.2010 (data di entrata in vigore della L. 73/2010), l’ipoteca non può essere iscritta ove l’importo complessivo del credito per cui si procede sia complessivamente inferiore a 8.000,00 euro.
3.3 BLOCCO DELL’ESECUZIONE A SEGUITO DI PAGAMENTI, SGRAVI E SOSPENSIONI
In sede di conversione del DL 40/2010 è stato modificato l’art. 49 del DPR 602/73, relativamente all’efficacia del ruolo, che viene formato dopo le liquidazioni automatiche delle dichiarazioni o dopo la notifica degli accertamenti.
Nella riscossione delle imposte, infatti, l’espropriazione può avvenire sulla base del ruolo, che rappresenta il titolo esecutivo.
Il nuovo art. 49 del DPR 602/73 stabilisce che l’efficacia del ruolo viene meno ove il contribuente dimostri, con apposita documentazione, di aver già versato le somme richieste oppure che queste ultime sono state totalmente sgravate (cioè riconosciute come non dovute) dall’ente creditore.
Viene inoltre specificato che:
• i pagamenti eseguiti successivamente all’iscrizione a ruolo devono essere tempestivamente comunicati, a cura dell’ente creditore, all’Agente della Riscossione;
• l’ente creditore deve rilasciare al contribuente, in triplice copia, una dichiarazione attestante l’avvenuto pagamento o lo sgravio totale delle somme iscritte a ruolo.

Il suddetto modello di dichiarazione verrà approvato con un successivo DM.
Direttiva di Equitalia
Si segnala tuttavia che Equitalia, con la direttiva 6.5.2010, anticipando di fatto l’operato del legi¬slatore, ha predisposto un modello di dichiarazione con cui il contribuente può chiedere la sospen¬sione dell’attività di riscossione a seguito di:
• avvenuto versamento delle somme;
• sgravio delle somme ad opera dell’ente creditore;
• sospensione dell’esecuzione dell’atto ad opera della Commissione tributaria;
• annullamento (anche con sentenza non definitiva) dell’accertamento o della cartella di paga¬mento disposto dalla Commissione tributaria;
• sospensione amministrativa della riscossione.

Quanto sopra esposto relativamente alla direttiva di Equitalia, vale anche per l’eventuale blocco delle azioni cautelari (adozione dell’ipoteca o del fermo di beni mobili registrati).
3.4 DEFINIZIONE DELLE LITI PENDENTI IN COMMISSIONE TRIBUTARIA CENTRALE E IN CASSAZIONE
In sede di conversione del DL 40/2010 è stata prevista una particolare forma di definizione delle controversie tributarie che sono giunte di fronte alla Commissione tributaria centrale e alla Corte di Cassazione.
In entrambe le ipotesi, la definizione può avvenire a condizione che:
• il ricorso introduttivo sia stato iscritto a ruolo dal giudice di primo grado da oltre dieci anni alla data del 26.5.2010 (entrata in vigore della L. 73/2010), quindi prima del 26.5.2000;
• l’Amministrazione finanziaria sia stata soccombente nei primi due gradi di giudizio.
3.4.1 Controversie pendenti in Commissione tributaria centrale
Le controversie pendenti presso la Commissione tributaria centrale, escluse quelle derivanti da istan¬ze di rimborso presentate dai contribuenti, sono automaticamente definite con decreto del Presi¬dente del collegio.
3.4.2 Controversie pendenti in Cassazione
Le controversie pendenti presso la Corte di Cassazione, invece, possono essere definite:
• su apposita istanza del contribuente, da presentarsi alla cancelleria della Corte di Cassazione entro il 24.8.2010 (90 giorni dalla data di entrata in vigore della L. 73/2010);
• mediante il pagamento, ad opera del contribuente, di una somma pari al 5% del valore della controversia determinato ai sensi dell’art. 16 co. 3 della L. 289/2002.
Determinazione del valore della controversia
Sulla base della suddetta disposizione, per determinare il valore della controversia:
• occorre considerare l’importo dell’imposta che ha formato oggetto di contestazione in primo grado, al netto degli interessi, delle indennità di mora e delle eventuali sanzioni collegate al tributo, anche se irrogate con separato provvedimento;
• in caso di controversie relative alla irrogazione di sanzioni non collegate al tributo, occorre tenere conto delle stesse;
• occorre fare riferimento a ciascun atto introduttivo del giudizio, indipendentemente dal numero di soggetti interessati e dai tributi in esso indicati.
4 LIBERALIZZAZIONE DI ALCUNI INTERVENTI EDILIZI
Al fine di stimolare le attività economiche nel settore dell’edilizia, il DL 40/2010 ha ampliato le fattispecie di interventi edilizi che possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo, preveden¬do eventualmente solo una comunicazione preventiva al Comune, generalmente semplificata rispetto alla denuncia di inizio attività (DIA).

In sede di conversione in legge, la disciplina in esame ha subito rilevanti modifiche.
4.1 RISPETTO DI SPECIFICI VINCOLI
Restano comunque salve:
• le prescrizioni contenute negli strumenti urbanistici comunali;
• le disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (DLgs. 22.1.2004 n. 42);
• le disposizioni contenute nelle normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie e quelle relative all’efficienza energetica degli edifici.

In sede di conversione è stata eliminata la previsione del rispetto anche delle più restrittive dispo¬sizioni previste dalla disciplina regionale.
4.2 INTERVENTI EDILIZI “LIBERI”
Fermi restando i suddetti vincoli, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo e senza alcuna comunicazione preventiva al Comune:
• gli interventi di manutenzione ordinaria;
• gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizza¬zione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edifi¬cio;
• le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione delle attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
• i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
• le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento del¬l’at¬ti¬vità agricola.
4.3 INTERVENTI EDILIZI SOGGETTI A COMUNICAZIONE PREVENTIVA AL COMUNE
Fermi restando i suddetti vincoli, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo ma effettuando una comunicazione preventiva al Comune:
• gli interventi di manutenzione straordinaria, ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici (es. volumetria e superficie);
• le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere imme¬diatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni;
• le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
• i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori dei centri storici (zona A di cui al DM 2.4.68 n. 1444);
• le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.
Comunicazione preventiva al Comune
Prima dell’inizio dei suddetti interventi, l’interessato deve effettuare un’apposita comunicazione al Comune:
• anche per via telematica;
• allegando le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore.
Interventi di manutenzione straordinaria
Per gli interventi di manutenzione straordinaria, unitamente alla comunicazione di inizio dei lavori da effettuare al Comune, l’interessato deve:
• indicare i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori;
• allegare una relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale deve:
– dichiarare preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente;
– asseverare, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urba¬nistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regio¬nale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.

In relazione agli interventi di manutenzione straordinaria, la suddetta denuncia di inizio lavori unita¬mente alla prevista relazione tecnica, si configura quindi come un adempimento molto simile alla denuncia di inizio attività (DIA).
4.4 POTERI DELLE REGIONI
Le Regioni a statuto ordinario:
• possono estendere la disciplina in esame (con o senza preventiva comunicazione al Co¬mu¬ne) a ulteriori interventi edilizi;
• possono individuare ulteriori interventi edilizi, nell’ambito di quelli soggetti a preventiva co¬mu¬nicazione al Comune, per i quali l’interessato deve trasmettere la suddetta relazione tecnica;
• possono stabilire ulteriori contenuti per la suddetta relazione tecnica.
4.5 PRESENTAZIONE DEGLI ATTI DI AGGIORNAMENTO CATASTALE
In relazione agli interventi edilizi in esame, l’interessato deve provvedere alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale:
• nei casi previsti dalle vigenti disposizioni;
• entro 30 giorni dal momento in cui si sono verificate le variazioni.
4.6 SANZIONI
È stata prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 258,00 euro, in caso di:
• omessa comunicazione al Comune dell’inizio dei lavori;
• ovvero mancata trasmissione della relazione tecnica.

La suddetta sanzione è ridotta di due terzi, cioè diventa pari a 86,00 euro, se la comunicazione al Comune è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.
5 NOVITÀ IN MATERIA DI DESTINAZIONE DEL 5 PER MILLE DELL’IRPEF
5.1 INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI BENEFICIARI IN RELAZIONE ALL’ANNO 2010
L’art. 2 co. 250 della L. 23.12.2009 n. 191 (Finanziaria 2010) ha prorogato la facoltà di destina¬zione del 5 per mille dell’IRPEF:
• anche in relazione alle dichiarazioni dei redditi relative al 2009 (modelli 730/2010 e UNICO 2010 PF);
• secondo modalità da definire con un successivo DPCM.

In attesa dell’emanazione del suddetto DPCM, in sede di conversione del DL 40/2010:
• sono stati individuati i soggetti destinatari della proroga dell’agevolazione;
• sono state previste altre disposizioni in materia, ferma restando l’emanazione del previsto DPCM per la definizione delle ulteriori disposizioni attuative.
5.1.1 Soggetti destinatari
La legge Finanziaria 2010 non ha provveduto ad individuare direttamente le categorie di soggetti che possono beneficiare della proroga della destinazione del 5 per mille dell’IRPEF.
Secondo quanto stabilito in sede di conversione del DL 40/2010, nel 2010 la scelta per la destina¬zione del 5 per mille dell’IRPEF riguarda, alternativamente, le seguenti cinque finalità:
• sostegno:
– del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità so¬ciale (ONLUS);
– delle associazioni di promozione sociale (APS) iscritte nei registri na¬zionale, regionali e pro¬vin¬ciali;
– delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei seguenti settori: assistenza sociale e socio-sanitaria; assistenza sanitaria; beneficenza; istru¬zione; formazione; sport dilettantistico; tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’inte¬resse artistico e storico; tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente; promozione della cultura e dell’arte; tutela dei diritti civili; ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
• finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;
• finanziamento della ricerca sanitaria;
• sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contri¬buente;
• sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini spor¬tivi dal CONI a norma di legge e che svolgono una rilevante attività di interesse sociale, vale a dire che:
– siano affiliate ad una Federazione sportiva nazionale o ad una Disci¬plina sportiva asso¬ciata o ad un Ente di promozione sportiva ricono¬sciuti dal CONI;
– abbiano nella propria organizzazione il settore giovanile;
– svolgano prevalentemente attività di avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore a 18 anni, ovvero di avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni, o nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condi¬zioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.

In sostanza, nel 2010 la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF segue le stesse regole previste lo scorso anno, come peraltro già anticipato dalle istruzioni ai modelli CUD 2010, 730/2010 e UNICO 2010 PF.
5.1.2 Obbligo di rendiconto
In sede di conversione del DL 40/2010 è stato espressamente previsto che i soggetti ammessi al riparto del 5 per mille per l’anno finanziario 2010 devono redigere un apposito e separato rendiconto:
• entro un anno dalla ricezione delle somme ad essi destinate;
• dal quale risulti, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente la destinazione delle somme attribuite.

In relazione alle associazioni sportive dilettantistiche, nel suddetto rendiconto devono essere illu¬strate anche le attività di interesse sociale effettivamente svolte.
5.1.3 Altre disposizioni attuative
Con il previsto DPCM attuativo saranno invece stabilite:
• le procedure di formazione delle liste dei soggetti beneficiari;
• le modalità di riparto e di corresponsione delle somme spettanti;
• le modalità e i termini per il recupero delle somme non spettanti.

Peraltro, alcune delle suddette disposizioni sono state anticipate dal comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate 23.4.2010 n. 87 (es. presentazione delle domande di iscrizione negli elenchi dei poten¬ziali beneficiari entro il 7.5.2010).
5.2 INSERIMENTO DELLE FONDAZIONI RICONOSCIUTE TRA I SOGGETTI BENEFICIARI PER GLI ANNI 2007 E 2008
In sede di conversione del DL 40/2010 sono state inserite tra i soggetti che possono beneficiare della destinazione del 5 per mille dell’IRPEF:
• per l’anno finanziario 2007 (periodo d’imposta 2006), le fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10 co. 1 lett. a) del DLgs. 460/97, che avevano presentato tempestiva¬mente la domanda telematica di iscrizione nell’apposito elenco ma che erano state escluse dal riparto delle somme;
• per l’anno finanziario 2008 (periodo d’imposta 2007), le fondazioni riconosciute che, senza scopo di lucro, operano in via esclusiva o prevalente nei settori di cui all’art. 10 co. 1 lett. a) del DLgs. 460/97, che avevano presentato tempestivamente la domanda telematica di iscrizione nell’apposito elenco ma che erano state escluse dal riparto delle somme.

Si tratta quindi delle fondazioni riconosciute che operano nei seguenti settori:
• assistenza sociale e socio-sanitaria;
• assistenza sanitaria;
• beneficenza;
• istru¬zione;
• formazione;
• sport dilettantistico;
• tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’inte¬resse artistico e storico;
• tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente;
• promozione della cultura e dell’arte;
• tutela dei diritti civili;
• ricerca scientifica di particolare interesse sociale.

Si ricorda, infatti, che per gli anni finanziari 2007 e 2008 erano state ammesse al beneficio del 5 per mille solo le fondazioni nazionali di carattere culturale.
Presentazione della dichiarazione sostitutiva di possesso dei requisiti
Per poter accedere al riparto delle somme del 5 per mille dell’IRPEF, i suddetti soggetti devono presentare la dichiarazione sostitutiva attestante il possesso dei previsti requisiti, sia alla data di invio della domanda telematica, sia alla data del 30.6.2007 e/o del 30.6.2008:
• utilizzando gli appositi moduli approvati per gli anni 2007 e 2008 (rispettivamente, dal DPCM 16.3.2007 e dal DPCM 19.3.2008);
• allegando a ciascuna dichiarazione sostitutiva la copia fotostatica del documento di identità del legale rappresentante dell’ente che sottoscrive la dichiarazione;
• alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale dell’ente;
• a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno (sulla base dei chiarimenti contenuti nella circ. Agenzia delle Entrate 26.3.2010 n. 15, è necessario spedire ciascuna dichiarazione in un plico separato);
• entro il 30.6.2010, a pena di decadenza.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, i soggetti esclusi per aver presentato la dichiarazione sostitutiva oltre il termine originario del 30.6.2007, ovvero del 30.6.2008, non sono tenuti a presen¬tare una nuova dichiarazione sostitutiva, qualora quella originariamente prodotta risulti:
• completa di tutte le indicazioni necessarie circa il possesso dei requisiti;
• corredata dalla copia del documento di identità del legale rappresentante dell’ente firmatario della stessa.
6 ESENZIONE IVA PER I SERVIZI POSTALI
A seguito della riformulazione dell’art. 10 co. 1 n. 16 del DPR 633/72, effettuata in sede di conver¬sione del DL 40/2010, l’esenzione IVA prevista per le prestazioni relative ai servizi postali è ora riferita alle prestazioni del servizio postale universale, nonché alle cessioni di beni e alle presta¬zioni di servizi a queste accessorie, effettuate dai soggetti obbligati ad assicurarne l’esecuzione.

Si ricorda che, sul piano comunitario, è prevista l’esenzione a favore di alcune attività di interesse pubblico, tra le quali, quando sono effettuate dai servizi pubblici postali, le prestazioni di servizi e le cessioni di beni accessori a dette prestazioni, esclusi il trasporto di persone e le telecomuni¬cazioni.
6.1 SERVIZIO POSTALE UNIVERSALE
L’esenzione IVA prevista, dalla norma interna, per le prestazioni relative ai servizi postali è stata riformulata dopo che la Corte di Giustizia, con la sentenza 23.4.2009 causa C/357/07, ne ha deli¬mi¬tato l’ambito applicativo.
In particolare, secondo i giudici comunitari, l’esenzione dei “servizi pubblici postali” opera nei confronti degli operatori, pubblici e privati, che forniscono servizi postali rispondenti ai bisogni essenziali della popolazione, in modo cioè da assicurare, in uno Stato membro, la totalità o una parte del servizio postale universale.

Quest’ultimo è l’insieme dei servizi postali di qualità determinata, forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti. Ciascuno Stato membro deve adottare le misure necessarie affinché il servizio universale comprenda almeno le seguenti prestazioni:
• raccolta, smistamento, trasporto e distribuzione degli invii postali fino a 2 Kg;
• raccolta, smistamento, trasporto e distribuzione dei pacchi postali fino a 10 Kg;
• servizi relativi agli invii raccomandati e agli invii con valore dichiarato.
6.2 OPERAZIONI ACCESSORIE AL SERVIZIO POSTALE UNIVERSALE
L’esenzione si applica anche alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi accessorie al servizio postale universale.
Sul punto, la citata sentenza della Corte di Giustizia ha, tuttavia, affermato che l’agevolazione com¬pete per le sole operazioni che i servizi pubblici postali, come sopra definiti, effettuano in quanto tali, vale a dire in qualità di prestatori del servizio universale. L’esenzione, pertanto, non si applica ai servizi specifici, scindibili dal servizio di interesse pubblico, rispondenti alle esigenze specifiche degli utenti; si tratta, in particolare, delle prestazioni effettuate dai servizi pubblici postali le cui con¬di¬zioni siano state negoziate individualmente dagli utenti interessati.
Trasporto di persone e telecomunicazioni
Benché non espressamente escluse dalla normativa italiana (tanto nella vecchia, quanto nella nuo¬va formulazione), le prestazioni di trasporto di persone e quelle di telecomunicazione non posso¬no in ogni caso considerarsi accessorie al servizio postale universale. Esse, di conse¬guen¬za, sono sem¬pre escluse dal regime di esenzione in esame.
6.3 OPERAZIONI “A MONTE”
Il regime di esenzione si applica al solo rapporto intrattenuto con l’utente finale del servizio postale. L’Amministrazione finanziaria, infatti, ha chiarito che, in caso di appalto del servizio di recapito di corri¬spondenza, il corrispettivo pagato all’impresa appaltatrice è imponibile ai fini IVA.
6.4 DECORRENZA
Il nuovo regime di esenzione si applicherà a decorrere dal 24.8.2010 (90° giorno successivo alla data di entrata in vigore della L. 73/2010).
7 ALTRE PRINCIPALI NOVITÀ
Tra le altre novità inserite in sede di conversione del DL 40/2010, si segnalano le seguenti, in ma¬teria di giochi e scommesse.
7.1 OBBLIGO DI LICENZA PER LA GESTIONE DELLE SALE DOVE SI INSTALLANO APPARECCHI DA GIOCO
Per la gestione delle sale ove si installano gli apparecchi per il gioco lecito collegati alla rete telematica, di cui all’art. 110 co. 6 lett. b) del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), c.d. “videoterminali”, è necessaria la licenza del Questore di cui all’art. 88 del suddetto Testo unico.
La suddetta licenza può essere concessa esclusivamente:
• a soggetti concessionari o autorizzati da parte dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato;
• a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione o autorizzazione.
7.2 ESCLUSIONE DI ALCUNI GIOCHI DALLA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO
La disciplina antiriciclaggio non si applica agli operatori che svolgono le attività di offerta:
• del gioco del lotto;
• delle lotterie ad estrazione istantanea (c.d. “gratta e vinci”) o ad estrazione differita;
• dei concorsi pronostici.
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