AREA UTENTE
Accedendo all'area utente sarà possibile recuperare i propri documenti
Username
Password
 

Circolare n.29/2010 - La “manovra correttiva” (DL 31.5.2010 n. 78 convertito nella L. 30.7.2010 n. 122) - Novità in materia di avvisi di accertamento e di riscossione delle imposte sui redditi e dell

01-10-2010

La “manovra correttiva” (DL 31.5.2010 n. 78 convertito nella L. 30.7.2010 n. 122) - Novità in materia di avvisi di accertamento e di riscossione delle imposte sui redditi e dell’IVA

CIRCOLARE N.29/2010


INDICE


1 Premessa
2 Decorrenza
3 Sistema di riscossione attualmente vigente
3.1 Iscrizione a ruolo e notifica della cartella di pagamento
3.2 Somme che il contribuente è tenuto a versare
4 Sistema di riscossione come riformato dal DL 78/2010 convertito
4.1 Contenuto dell’avviso di accertamento
4.2 Termini per il versamento
4.3 Abolizione della cartella di pagamento
4.4 Proposizione del ricorso
4.5 Somme che il contribuente è tenuto a versare
4.5.1 Versamento entro 60 giorni dalla notifica dell’accertamento
4.5.2 Versamento dopo 60 giorni dalla notifica dell’accertamento
4.6 Applicazione delle sanzioni per omesso versamento
4.7 Atti successivi all’avviso di accertamento
4.8 Sospensione dell’efficacia dell’atto
4.8.1 Sospensione amministrativa
4.8.2 Sospensione giudiziale
4.9 Fondato pericolo per la riscossione
4.10 Dilazione delle somme
4.11 Esecuzione forzata
4.12 Misure cautelari

1 PREMESSA
L’art. 29 del DL 31.5.2010 n. 78 convertito nella L. 30.7.2010 n. 122 (c.d. “manovra correttiva”), apportando rilevanti modifiche al sistema della riscossione, ha previsto che per gli avvisi di accertamento ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA non sarà più necessario, per l’Agente della Riscossione, notificare la cartella di pagamento.
Nell’avviso di accertamento, infatti, dovrà essere contenuta l’intimazione ad adempiere al paga-mento delle somme in esso indicate, entro il termine per la presentazione del ricorso (cioè entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso stesso).
2 DECORRENZA
Le nuove modalità di riscossione si applicheranno agli avvisi di accertamento:
• notificati a decorrere dall’1.7.2011;
• riguardanti le imposte sui redditi e l’IVA;
• relativi ai periodi d’imposta in corso alla data del 31.12.2007 e successivi.
3 SISTEMA DI RISCOSSIONE ATTUALMENTE VIGENTE
Nel sistema attualmente in vigore, la riscossione avviene a mezzo ruolo, sulla base di somme richieste mediante l’avviso di accertamento o scaturenti dalla liquidazione o controllo formale della dichiarazione.
Inoltre, una volta notificato l’accertamento, il contribuente, ai fini del versamento delle somme, deve necessariamente attendere la cartella di pagamento.
3.1 ISCRIZIONE A RUOLO E NOTIFICA DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO
A seguito della notifica dell’avviso di accertamento da parte dell’ente impositore, infatti, le somme vengono iscritte a ruolo, che viene consegnato all’Agente della Riscossione. Il medesimo provvede, quindi, a notificare la cartella di pagamento e il contribuente deve versare le somme entro 60 giorni dalla notifica della stessa.
Se il versamento non viene effettuato, decorso il predetto periodo l’Agente della Riscossione può:
• provvedere ad iscrivere ipoteca sui beni del debitore;
• provvedere a disporre il fermo dei beni mobili registrati;
• procedere con l’esecuzione forzata.
3.2 SOMME CHE IL CONTRIBUENTE È TENUTO A VERSARE
Nel sistema di riscossione attualmente vigente, se il contribuente versa le somme entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, è tenuto a corrispondere:
• i maggiori tributi dovuti e le relative sanzioni;
• gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo (calcolati nella misura del 4% annuo);
• gli aggi di riscossione, nella misura del 4,65% delle somme iscritte a ruolo (il restante 4,35% è a carico dell’ente creditore);
• le spese di notifica.

Se, invece, le somme sono versate dopo 60 giorni dalla notifica della cartella, oltre agli importi sopra indicati, occorre corrispondere:
• gli aggi di riscossione, nella misura totale del 9% delle somme iscritte a ruolo (invece che del 4,65%);
• gli interessi di mora.
Nuova misura degli interessi di mora
Si segnala che, con il provv. Agenzia delle Entrate 7.9.2010, il tasso degli interessi di mora è stato ridotto al 5,7567% annuo (prima 6,8353% annuo), a decorrere dall’1.10.2010.
4 SISTEMA DI RISCOSSIONE COME RIFORMATO DAL DL 78/2010 CONVERTITO
L’art. 29 del DL 78/2010 convertito, derogando alle disposizioni in materia di riscossione a mezzo ruolo, ha disposto che gli avvisi di accertamento – ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA – saranno esecutivi decorsi 60 giorni dalla loro notifica e dovranno contenere l’intimazione al pagamento entro il termine per la proposizione del ricorso.
Viene meno, pertanto, la necessità della notifica della cartella di pagamento ai fini del versamento delle somme contestate nell’accertamento stesso.
Permangono, tuttavia, alcuni aspetti del sistema di riscossione attualmente vigente, quali:
• la normativa sulla riscossione frazionata, in caso di proposizione del ricorso;
• la possibilità per il contribuente di chiedere la dilazione delle somme ad Equitalia;
• l’obbligo di corrispondere gli aggi “pieni” e gli interessi di mora, qualora il versamento del contribuente sia tardivo.
4.1 CONTENUTO DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO
In seguito alle modifiche apportate dal DL 78/2010 convertito, l’avviso di accertamento (come il relativo provvedimento di irrogazione delle sanzioni) dovrà contenere:
• l’intimazione a versare le somme entro il termine per la presentazione del ricorso;
• l’indicazione degli importi da pagare in caso di proposizione del ricorso;
• l’avvertimento secondo cui, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscos-sione delle somme richieste verrà affidata all’Agente della Riscossione al fine di dare inizio all’esecuzione forzata.
4.2 TERMINI PER IL VERSAMENTO
Gli importi contestati nell’accertamento dovranno essere versati entro 60 giorni dalla notifica dell’atto.
Se, invece, il contribuente presenta istanza di adesione, la scadenza per il versa¬mento rimarrà sospesa per 90 giorni, per effetto dell’art. 6 del DLgs. 218/97.
4.3 ABOLIZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO
Il DL 78/2010 convertito ha quindi abolito la notifica della cartella di pagamento.
La sequenza degli atti, in seguito alla riforma operata, diventa la seguente:
• notifica dell’avviso di accertamento;
• in caso di mancato pagamento, affidamento del credito ad Equitalia;
• eventuale intimazione ad adempiere;
• pignoramento.
4.4 PROPOSIZIONE DEL RICORSO
L’art. 29 del DL 78/2010 convertito prevede espressamente che, qualora il contribuente provveda a ricorrere avverso l’avviso di accertamento notificatogli, permangono le disposizioni in materia di riscossione frazionata in pendenza di giudizio. Il suddetto principio, tuttavia, trova eccezione in caso di fondato pericolo per la riscossione.
In merito al sistema di riscossione frazionata, si ricorda che, in caso di proposizione del ricorso, il contribuente deve versare:
• entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, la metà degli importi dovuti a titolo d’imposta (art. 15 del DPR 602/73);
• due terzi delle somme dovute dopo la sentenza di primo grado sfavorevole (art. 68 del DLgs. 546/92);
• il residuo a seguito della sentenza di secondo grado sfavorevole (art. 68 del DLgs. 546/92).
Riscossione delle sanzioni
Se il contribuente ha proposto ricorso contro l’avviso di accertamento, le sanzioni non possono esse¬re riscosse fino alla sentenza che respinge il ricorso (artt. 19 del DLgs. 472/97 e 68 del DLgs. 546/92).
In particolare la riscossione delle sanzioni avviene:
• per i due terzi delle somme dopo la sentenza della Commissione tributaria provinciale che respinge il ricorso;
• per gli importi determinati dalla sentenza di primo grado e, comunque, non oltre i due terzi, se la stessa accoglie parzialmente il ricorso;
• per il residuo ammontare determinato nella sentenza di secondo grado.
4.5 SOMME CHE IL CONTRIBUENTE È TENUTO A VERSARE
4.5.1 Versamento entro 60 giorni dalla notifica dell’accertamento
Se il contribuente provvede a versare le somme entro 60 giorni dalla notifica dell’accertamento, è quindi tenuto a corrispondere:
• le somme dovute a titolo di imposta, per l’intero o per la metà (in caso di ricorso);
• se non si è proposto ricorso, le somme dovute a titolo di sanzione;
• gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo (art. 20 del DPR 602/73).
Aggi di riscossione
Secondo le disposizioni del DL 78/2010 convertito, se il versamento degli importi contestati tramite l’avviso di accertamento viene effettuato entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, il contribuente non deve corrispondere alcun aggio di riscossione.
4.5.2 Versamento dopo 60 giorni dalla notifica dell’accertamento
Se, invece, il contribuente non versa le somme entro 60 giorni dalla notifica dell’accertamento, oltre a quanto sopra elencato, deve corrispondere:
• gli aggi di riscossione, nella misura totale del 9% delle somme da versare;
• gli interessi di mora (art. 30 del DPR 602/73), da calcolarsi dal giorno di notifica dell’atto a quello in cui avviene il versamento;
• eventuali spese di esecuzione.
4.6 APPLICAZIONE DELLE SANZIONI PER OMESSO VERSAMENTO
Se il contribuente non versa le somme previste entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento, vengono applicate le sanzioni per omesso versamento nella misura del 30% delle somme non corrisposte.
4.7 ATTI SUCCESSIVI ALL’AVVISO DI ACCERTAMENTO
L’intimazione ad adempiere al pagamento è altresì contenuta nei successivi atti da notificare al contribuente, anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento.
Dopo la notifica dell’avviso di accertamento, quindi, le pretese dovranno essere portate a conoscenza del contribuente a mezzo di un provvedimento da notificare anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento (ciò avviene, ad esempio, nel caso in cui non vengano versate le somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione).
4.8 SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA DELL’ATTO
Posto che l’avviso di accertamento è un provvedimento esecutivo e che non è necessaria la notifica della cartella di pagamento, il contribuente può chiedere la sospensione amministrativa o giudiziale dell’atto.
4.8.1 Sospensione amministrativa
L’art. 29 del DL 78/2010 convertito stabilisce che, in caso di ricorso contro l’avviso di accerta¬mento, il contribuente può chiedere la sospensione amministrativa della riscossione:
• ai sensi dell’art. 39 del DPR 602/73;
• mediante istanza da proporsi innanzi all’ufficio dopo la presentazione del ricorso.
La sospensione amministrativa:
• presuppone la presentazione del ricorso;
• richiede l’assenza di fondato pericolo per la riscossione;
• determina la corresponsione degli interessi di sospensione.
4.8.2 Sospensione giudiziale
In base all’art. 47 del DLgs. 546/92, è inoltre possibile chiedere al giudice, al momento della proposizione del ricorso, la sospensione dell’atto impugnato, in quanto sussistono i presupposti per configurare un danno grave ed irreparabile, vista l’immediata portata esecutiva di tale atto.
La possibilità di sospendere l’avviso di accertamento è condizionata dalla presenza di due requisiti:
• verosimiglianza della pretesa (fumus boni iuris);
• presenza, appunto, di un danno grave e irreparabile (periculum in mora).
4.9 FONDATO PERICOLO PER LA RISCOSSIONE
In presenza di fondato pericolo per la riscossione, una volta decorsi 60 giorni dalla notifica dell’accertamento, l’art. 29 del DL 78/2010 convertito prevede che l’esazione delle somme possa avvenire per l’intero, anche prima del decorso di 30 giorni dalla scadenza del termine ultimo per il versamento e a prescindere dalla proposizione del ricorso.
In giurisprudenza, sono considerate situazioni idonee ad integrare il fondato pericolo per la riscos¬sione il fallimento del contribuente e l’assoggettamento a concordato preventivo. Non sono, invece, sufficienti lo stato di semplice liquidazione della società e il mero richiamo alla fondatezza dell’accer-tamento.
4.10 DILAZIONE DELLE SOMME
L’art. 29 del DL 78/2010 convertito prevede che, in seguito all’affidamento del credito ad Equitalia, il contribuente può chiedere all’Agente della Riscossione la dilazione delle somme ai sensi dell’art. 19 del DPR 602/73.
L’affidamento del credito all’Agente della Riscossione avviene decorsi 30 giorni dalla scadenza del termine ultimo per il pagamento (nella maggior parte dei casi, quindi, decorsi 90 giorni dalla notifica dell’atto).
4.11 ESECUZIONE FORZATA
A seguito delle modifiche apportate dal DL 78/2010 convertito e posto che l’avviso di accerta¬mento è un atto esecutivo, viene a mutare anche la sequenza degli atti successivi che devono essere notificati al contribuente.
A decorrere dall’1.7.2011, quindi, in seguito alla notifica dell’avviso di accertamento:
• l’Agente della Riscossione può notificare il pignoramento entro il termine di decadenza del 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo;
• se il pignoramento non viene notificato entro un anno dall’accertamento, occorre notificare un’intimazione ad adempiere;
• l’Agente della Riscossione può avvalersi delle ordinarie misure cautelari a favore del credito vantato.
4.12 MISURE CAUTELARI
A seguito dell’avvenuta esecutività dell’avviso di accertamento, l’Agente della Riscossione ha la facoltà di:
• iscrivere ipoteca sugli immobili del contribuente e dei coobbligati (art. 77 del DPR 602/73);
• disporre il fermo dei beni mobili registrati, ad esempio i veicoli (art. 86 del DPR 602/73);
• adottare ogni azione conservativa del credito, come la revocatoria ordinaria (art. 2901 c.c.).

Torna

 

 
     
Studio Zaglio - P.IVA: 00453250201