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Circolare n.30/2010 - La “Manovra correttiva” (DL 31.5.2010 n. 78 convertito nella L. 30.7.2010 n. 122) - Novità in materia di rapporti con l’estero

01-10-2010

La “Manovra correttiva” (DL 31.5.2010 n. 78 convertito nella L. 30.7.2010 n. 122) - Novità in materia di rapporti con l’estero

CIRCOLARE N.30/2010

INDICE

1 Premessa
2 Esoneri dal modulo RW per i dipendenti pubblici all’estero, i lavoratori presso organizzazioni internazionali e i lavoratori frontalieri
2.1 Decorrenza
2.2 Dipendenti pubblici all’estero e lavoratori presso organizzazioni internazionali
2.2.1 Durata dell’esonero
2.2.2 Estensione al coniuge, ai figli e ai minori a carico
2.2.3 Compilazione della sezione I del modulo RW
2.3 Lavoratori frontalieri
2.3.1 Individuazione delle zone di frontiera e dei Paesi limitrofi
2.3.2 Compilazione della sezione I del modulo RW
2.4 Redditi derivanti dalle attività possedute all’estero
3 Documentazione dei prezzi di trasferimento
3.1 Aspetti applicativi
3.2 Disposizioni attuative
3.3 Regime transitorio
4 Regime fiscale di attrazione europea
4.1 Soggetti beneficiari
4.2 Limitazione dell’agevolazione alla normativa statale
4.3 Presentazione di apposito interpello
4.4 Provvedimenti attuativi


1 PREMESSA
Il DL 31.5.2010 n. 78 convertito nella L. 30.7.2010 n. 122 (c.d. “manovra correttiva”) ha previsto alcune disposizioni che riguardano i rapporti con l’estero.

Nella presente Informativa si analizzano le novità riguardanti:
• alcuni esoneri dall’obbligo di compilazione del modulo RW del modello UNICO (c.d. “monito-raggio fiscale”);
• la possibilità di evitare le sanzioni per infedele dichiarazione se si documentano i c.d. “prezzi di trasferimento” infragruppo;
• il nuovo “regime fiscale di attrazione europea”.
2 ESONERI DAL MODULO RW PER I DIPENDENTI PUBBLICI ALL’ESTERO, I LAVORATORI PRESSO ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI E I LAVORATORI FRONTALIERI
Il DL 78/2010 convertito ha previsto, entro certi limiti, l’esonero dalla compilazione del modulo RW per:
• i dipendenti pubblici all’estero;
• i lavoratori all’estero presso organizzazioni internazionali;
• i lavoratori frontalieri.
2.1 DECORRENZA
Gli esoneri in commento decorrono dal periodo d’imposta 2009 e quindi sono già applicabili in relazione alla dichiarazione dei redditi UNICO 2010, nella quale i soggetti destinatari non devono più compilare il modulo RW.
2.2 DIPENDENTI PUBBLICI ALL’ESTERO E LAVORATORI PRESSO ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
Sono esonerati dall’obbligo di compilazione delle sezioni II e III del modulo RW le persone fisiche:
• che prestano lavoro all’estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica o ammini-strativa o per un suo ente locale, ovvero lavorano all’estero presso organizzazioni internazionali alle quali l’Italia aderisce (es. ONU, NATO, Unione Europea, OCSE);
• la cui residenza fiscale in Italia è determinata, in deroga agli ordinari criteri previsti dal TUIR, in base ad accordi internazionali ratificati.

In precedenza, la circ. Agenzia delle Entrate 17.11.2009 n. 48 aveva stabilito, in via interpretativa, l’esonero dalla compilazione del modulo RW:
• per i dipendenti pubblici all’estero che, per legge, mantengono la residenza fiscale in Italia;
• in relazione ai soli conti correnti esteri, limitatamente alle disponibilità detenute all’estero me¬dian¬te l’accredito degli stipendi o degli altri emolumenti derivanti dall’attività lavorativa.

L’esonero introdotto in via normativa dal DL 78/2010 è invece più ampio, in quanto si applica:
• anche ai soggetti, non dipendenti pubblici, che lavorano all’estero presso organizzazioni interna-zionali;
• in relazione a tutte le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.
2.2.1 Durata dell’esonero
Gli esoneri in esame si applicano limitatamente al periodo di tempo in cui l’attività lavorativa è svolta all’estero.
2.2.2 Estensione al coniuge, ai figli e ai minori a carico
La circ. Agenzia delle Entrate 13.9.2010 n. 45 ha chiarito che, per effetto del Protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee, gli esoneri in esame si applicano anche:
• al coniuge del dipendente pubblico, sempreché non eserciti una propria attività lavorativa;
• ai relativi figli e ai minori a carico.
2.2.3 Compilazione della sezione I del modulo RW
In ogni caso, rimane fermo l’obbligo di compilazione della sezione I del modulo RW, in relazione ai soggetti che hanno effettuato trasferimenti da e verso l’estero di denaro, titoli e attività finanziarie:
• attraverso un soggetto non residente senza il tramite di un intermediario residente;
• per ragioni diverse dagli investimenti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria;
• per un ammontare complessivo superiore a 10.000,00 euro.
2.3 LAVORATORI FRONTALIERI
Sono altresì esonerati dall’obbligo di compilazione delle sezioni II e III del modulo RW:
• i soggetti residenti in Italia che prestano la propria attività lavorativa in via continuativa all’este¬ro in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi (c.d. lavoratori frontalieri);
• con ri¬fe¬rimento agli investimenti e alle attività estere di natura finanziaria detenu¬te nel Paese in cui svolgono la propria attività lavorativa.

Al riguardo, sulla base di quanto indicato dalla circ. Agenzia delle Entrate 1.2.2002 n. 15 (§ 13), dovreb¬be trattarsi dei lavoratori dipendenti che sono residenti in Italia e che quotidianamente si recano all’e¬stero (in zone di frontiera o Paesi limitrofi) per svolgere la prestazione di lavoro.

2.3.1 Individuazione delle zone di frontiera e dei Paesi limitrofi
Ai fini in esame, per:
• “zone di frontiera” si intendono, ad esempio, la Francia, l’Austria, la Svizzera e San Marino;
• “Paesi limi¬trofi”, si intende, ad esempio, il Principato di Monaco.
2.3.2 Compilazione della sezione I del modulo RW
Anche in tale caso, rimane fermo l’obbligo di compilazione della sezione I del modulo RW, in rela-zione ai trasferimenti da e verso l’estero di denaro, titoli e attività finanziarie:
• attraverso un soggetto non residente senza il tramite di un intermediario residente;
• per ragioni diverse dagli investimenti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria;
• per un ammontare complessivo superiore a 10.000,00 euro.
2.4 REDDITI DERIVANTI DALLE ATTIVITÀ POSSEDUTE ALL’ESTERO
Nonostante gli esoneri riguardanti la disciplina sul monitoraggio fiscale, rimane fermo l’obbligo di dichiarare i redditi derivanti dalle attività detenute all’estero.

Riguardo agli interessi sui conti correnti esteri:
• occorre quindi procedere all’autoliquidazione dell’imposta sostitutiva del 27%, da effettuarsi nel quadro RM del modello UNICO;
• a meno che il contribuente dia disposizione all’istituto bancario estero di trasferire su un conto corrente italiano gli interessi maturati sul conto estero, con¬sentendo in tal modo alla banca italiana di operare la ritenuta d’ingresso del 27%, a titolo d’imposta, ai sensi dell’art. 26 del DPR 600/73.
3 DOCUMENTAZIONE DEI PREZZI DI TRASFERIMENTO
Il DL 78/2010 convertito ha previsto l’esclusione delle sanzioni per infedele dichiarazione se il contri-buente documenta all’Amministrazione finanziaria i c.d. “prezzi di trasferimento”, cioè i corrispettivi praticati per le transazioni con società del gruppo (controllate, controllanti o “sorelle”) residenti all’estero.
Nel caso in cui queste transazioni siano effettuate per importi non corrispondenti al “valore nor¬ma¬le” (di fatto, al prezzo che sarebbe previsto se la cessione di beni o la prestazione di servizi fosse effettuata tra imprese indipendenti), infatti, l’Agenzia delle Entrate può rettificare il reddito dell’impresa residente, irrogando al contempo la sanzione per infedele dichiarazione (dal 100% al 200% della maggiore imposta o del minor credito).

Tuttavia, se l’impresa è in grado di dimostrare come sono stati determinati tali corrispettivi, la sanzio¬ne per infedele dichiarazione non può essere irrogata; rimane però ferma la richiesta dell’imposta sul maggior reddito accertato e i relativi interessi.
3.1 ASPETTI APPLICATIVI
La disapplicazione delle sanzioni per infedele dichiarazione presuppone due adempimenti da parte dell’impresa:
• in un primo momento, essa è tenuta a comunicare all’Agenzia delle Entrate l’avvenuta predi-sposizione della documentazione;
• successivamente, in sede di un eventuale accesso, ispezione o verifica, occorre materialmente consegnare all’Agenzia la documentazione stessa.

In caso di omissione della suddetta comunicazione, rimangono applicabili le sanzioni in esame (anche se la documentazione è stata predisposta e viene esibita ai verificatori).
3.2 DISPOSIZIONI ATTUATIVE
Un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate:
• individuerà la documentazione rilevante ai fini in esame;
• stabilirà le modalità e i termini di effettuazione della comunicazione all’Agenzia delle Entrate del possesso della prevista documentazione.
3.3 REGIME TRANSITORIO
La comunicazione relativa al possesso della prevista documentazione concerne anche i periodi d’imposta anteriori a quello in corso al 31.5.2010 (data di entrata in vigore del DL 78/2010).

Tale comunicazione dovrà essere effettuata entro 90 giorni dalla pubblicazione del suddetto provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate.
4 REGIME FISCALE DI ATTRAZIONE EUROPEA
Il nuovo “regime fiscale di attrazione europea”, introdotto dal DL 78/2010 convertito al fine di favorire l’insediamento in Italia di imprese estere, si sostanzia nella possibilità, per l’impresa estera, di adottare la normativa tributaria di uno degli Stati dell’Unione europea, in luogo di quella italiana.
4.1 SOGGETTI BENEFICIARI
Possono optare per la normativa tributaria estera:
• le imprese che intraprendono nuove attività in Italia a decorrere dal 31.5.2010, con svolgimento effettivo dell’attività in Italia;
• i dipendenti e collaboratori delle suddette imprese.
4.2 LIMITAZIONE DELL’AGEVOLAZIONE ALLA NORMATIVA STATALE
L’opzione per la normativa tributaria estera riguarda le sole imposte statali. Le imposte locali riman¬gono, quindi, dovute anche in caso di opzione per il regime estero.
4.3 PRESENTAZIONE DI APPOSITO INTERPELLO
I benefici fiscali non sono, comunque, automatici, essendo subordinati all’esito positivo di un interpel¬lo presentato dall’impresa estera:
• all’Agenzia delle Entrate;
• secondo le modalità del “ruling internazionale”.

4.4 PROVVEDIMENTI ATTUATIVI
La concreta operatività del regime fiscale di attrazione europea è comunque subordinata:
• all’emanazione di un decreto attuativo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze;
• alla sua approvazione da parte della Commissione europea.
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