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Circolare n.15/2011 - Novità in materia di compensazione in presenza di imposte iscritte a ruolo - Ulteriori chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

22-03-2011
Novità in materia di compensazione in presenza di imposte iscritte a ruolo - Ulteriori chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

CIRCOLARE N.15/2011


INDICE

1 Premessa
2 Divieto di compensazione nel modello F24 in presenza di imposte iscritte a ruolo
2.1 Finalità
2.2 Compensazioni “orizzontali” e “verticali”
2.3 Ruoli che impediscono la compensazione
2.4 Limitazione alle sole “imposte erariali”
2.5 Limite di 1.500,00 euro
2.5.1 Accessori del debito d’imposta
2.5.2 Determinazione del limite di 1.500,00 euro
2.6 Scadenza del versamento delle somme iscritte a ruolo
2.7 Sospensione della riscossione
2.8 Rateazione della riscossione
2.9 Procedure concorsuali
2.10 Decorrenza
2.11 Modalità applicative del divieto di compensazione
2.11.1 Disciplina “a regime” applicabile dal 18.2.2011
2.11.2 Disciplina “transitoria” applicabile dall’1.1.2011 e fino al 17.2.2011
3 Compensazione tra somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e crediti relativi alle stesse imposte
3.1 Ambito di applicazione
3.1.1 Oneri accessori
3.1.2 Riforma dell’iscrizione a ruolo
3.2 Modalità di compensazione
3.3 Pagamento parziale
3.4 Rimborso dei versamenti eccedenti
3.5 Limiti alla compensazione dei crediti IVA
4 Sanzioni
4.1 Ammontare massimo della sanzione
4.2 Contenzioso sull’iscrizione a ruolo
4.3 Ravvedimento operoso e definizione agevolata

1 PREMESSA
L’art. 31 del DL 31.5.2010 n. 78 convertito nella L. 30.7.2010 n. 122 (c.d. “manovra correttiva”) ha previsto, a decorrere dall’1.1.2011, il divieto di compensazione, nel modello F24, dei crediti relativi alle imposte erariali, in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, di ammontare superiore a 1.500,00 euro, per i quali sia scaduto il termine di pagamento.

Con il DM 10.2.2011, pubblicato sulla G.U. 18.2.2011 n. 40, è stato emanato il provvedimento attuativo che consente il pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, mediante la compensazione dei crediti relativi alle stesse imposte.

Con la pubblicazione del DM 10.2.2011, dal 18.2.2011 il divieto di compensazione in esame è diventato operativo a regime.

Con la circ. 11.3.2011 n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in materia.

Di seguito si riepiloga la disciplina in esame, tenendo conto degli ultimi chiarimenti ufficiali.
2 DIVIETO DI COMPENSAZIONE NEL MODELLO F24 IN PRESENZA DI IMPOSTE ISCRITTE A RUOLO
L’art. 31 del DL 78/2010 convertito ha introdotto il divieto di compensazione:
• dei crediti relativi alle imposte erariali;
• in presenza di debiti:
– iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori (es. sanzioni e interessi);
– di ammontare superiore a 1.500,00 euro;
– per i quali sia scaduto il termine di pagamento.
2.1 FINALITÀ
Come evidenziato dalla relazione di accompagnamento al DL 78/2010, la disciplina in esame intende quindi impedire “la compensazione immediata nel modello F24 (e dunque il mancato versamento delle imposte dovute) a chi è nel contempo debitore di altri importi iscritti a ruolo, anche di considerevole ammontare e risalenti nel tempo, e che si ostina a non pagare, costringendo gli organi della riscossione a defatiganti attività esecutive, spesso vanificate da deliberate spoliazioni preventive del patrimonio”.
2.2 COMPENSAZIONI “ORIZZONTALI” E “VERTICALI”
L’Agenzia delle Entrate ha confermato che il nuovo divieto:
• si applica alle sole compensazioni c.d. “orizzontali” (o “esterne”), cioè quelle che riguardano crediti e debiti di diversa natura (es. credito IVA con debito IRPEF, credito IRES con contributi INPS, ecc.) e che avvengono necessariamente nel modello F24;
• non si applica alle c.d. compensazioni “verticali” (o “interne”), cioè quelle che riguardano la stessa imposta (es. credito IVA con IVA a debito da versare, saldo IRES a credito con acconti IRES, ecc.), anche se esposte nel modello F24.
Compensazione dei crediti IVA
Restano comunque applicabili le limitazioni, introdotte a decorrere dal 2010, in relazione alla compensazione “orizzontale” nel modello F24 dei crediti IVA (annuali o infrannuali), vale a dire:
• la compensazione nel modello F24 dei crediti IVA di importo superiore a 10.000,00 euro annui può essere effettuata solo dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale o dell’istanza trimestrale (modello TR) dalla quale il credito emerge;
• l’obbligo, per i soggetti che effettuano la compensazione, nel modello F24, di crediti IVA superiori a 10.000,00 euro annui, di utilizzare per la presentazione dei modelli F24 esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, secondo le modalità tecniche definite dalla stessa Agenzia;
• l’utilizzo in compensazione nel modello F24 di crediti IVA per importi superiori a 15.000,00 euro annui comporta altresì l’obbligo che la dichiarazione annuale IVA, dalla quale emerge il credito, rechi:
– l’apposizione del visto di conformità da parte di un soggetto abilitato (es. dottore commercialista o esperto contabile);
– oppure la sottoscrizione del soggetto al quale è demandata la revisione legale dei conti (es. revisore o collegio sindacale).

Con riferimento a quest’ultimo aspetto, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il visto di conformità ottenuto non priva di efficacia l’operatività del divieto in esame, qualora ricorrano tutti i presupposti richiesti.
2.3 RUOLI CHE IMPEDISCONO LA COMPENSAZIONE
In relazione alle tipologie di ruoli che impediscono la compensazione, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la norma in esame non fa distinzioni riguardo:
• ai ruoli ordinari o straordinari;
• alle iscrizioni a ruolo a titolo definitivo o a titolo provvisorio.

Pertanto, il divieto di compensazione si applica anche in presenza di cartelle di pagamento scadute derivanti da iscrizioni a ruolo a titolo non definitivo, in particolare quelle effettuate in presenza di accertamenti non definitivi.
2.4 LIMITAZIONE ALLE SOLE “IMPOSTE ERARIALI”
La disciplina in esame si applica ai crediti e ai debiti relativi alle sole “imposte erariali” (es. IRPEF, IRES, IVA, ecc.).
Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che rientrano nell’ambito della disciplina in esame anche:
• l’IRAP;
• le addizionali ai tributi diretti.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che rientrano tra i debiti d’imposta iscritti a ruolo che impediscono la compensazione nel modello F24 anche quelli relativi:
• alle ritenute alla fonte, trattandosi di anticipazioni a titolo di acconto o a titolo d’imposta;
• ad altre imposte erariali, ad esempio l’imposta di registro, per le quali non è attualmente possibile avvalersi del modello F24.

Sono pertanto escluse dall’ambito applicativo del nuovo divieto di compensazione tutte le altre entrate che non hanno natura di imposte erariali, quali, ad esempio:
• i tributi locali (es. ICI);
• i contributi previdenziali (es. INPS dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata ex L. 335/95);
• i premi INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
Crediti d’imposta derivanti da agevolazioni
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che sono esclusi dall’ambito applicativo della disciplina in esame i contributi e le agevolazioni erogati a qualsiasi titolo sotto forma di credito d’imposta, anche se vengono indicati nella sezione “Erario” del modello F24.
2.5 LIMITE DI 1.500,00 EURO
La disciplina in esame si applica a condizione che l’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori sia di ammontare superiore a 1.500,00 euro.
Pertanto, il divieto di compensazione in esame non sussiste qualora gli importi iscritti a ruolo e relativi accessori, non pagati, siano pari o inferiori a 1.500,00 euro.
2.5.1 Accessori del debito d’imposta
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che rientrano tra gli “accessori” del debito d’imposta iscritto a ruolo:
• le sanzioni;
• gli interessi;
• gli aggi spettanti all’Agente della Riscossione;
• le altre spese collegate al ruolo, come quelle di notifica della cartella o relative alle procedure esecutive sostenute dall’Agente della Riscossione e, in generale, tutte le spese rimborsabili all’Agente della Riscossione.

Per superare la soglia “limite” è quindi sufficiente un’imposta erariale non pagata decisamente inferiore a 1.500,00 euro.
Pertanto, è necessario verificare presso l’Agente della Riscossione l’effettivo ammontare del debito “pendente”.
2.5.2 Determinazione del limite di 1.500,00 euro
Ai fini della determinazione del limite di 1.500,00 euro, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:
• è necessario fare riferimento agli importi scaduti in essere al momento del versamento (comprensivi, come sopra indicato, non solo delle imposte, ma anche di tutti gli accessori);
• nel caso di più cartelle, per importi e per scadenze diverse, occorre verificare il complessivo debito scaduto ancora in essere al momento dell’effettuazione del versamento e conseguentemente, in caso di pagamento parziale avvenuto in data anteriore a quella in cui si intende procedere alla compensazione, occorrerà fare riferimento all’ammontare del debito residuo nel giorno di presentazione del modello F24.

Pertanto, il suddetto limite di 1.500,00 euro è costituito dall’ammontare complessivo degli importi iscritti a ruolo e non pagati, anche se i debiti derivanti dalle singole cartelle di pagamento non superano tale soglia.
2.6 SCADENZA DEL VERSAMENTO DELLE SOMME ISCRITTE A RUOLO
Ai fini dell’applicazione del divieto di compensazione in esame, deve essere scaduto il termine di pagamento delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, cioè deve essere decorso il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento.
La compensazione è quindi possibile nell’arco dei 60 giorni dalla notifica della cartella.
2.7 SOSPENSIONE DELLA RISCOSSIONE
L’Agenzia delle Entrate ha confermato che l’applicazione della disciplina in esame presuppone che non sia intervenuta una sospensione della riscossione.
In tal caso, infatti, non può configurarsi un inadempimento del contribuente iscritto a ruolo.
2.8 RATEAZIONE DELLA RISCOSSIONE
In caso di rateazione delle somme iscritte a ruolo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:
• in caso di concessione della rateazione e di regolare pagamento delle rate, la disciplina in esame non si applica (in tal caso, infatti, il contribuente iscritto a ruolo non può considerarsi inadempiente);
• se il mancato pagamento alla scadenza riguarda una sola rata (diversa dalla prima), il piano di rateazione è ancora in essere e solo la rata scaduta andrà computata, al fine del raggiungimento del limite di 1.500,00 euro, tra l’ammontare complessivo dei debiti iscritti a ruolo il cui termine di pagamento è scaduto;
• nel caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione con la conseguenza che:
– l’intero importo iscritto a ruolo è immediatamente riscuotibile;
– la preclusione alla compensazione si applica con riferimento all’importo complessivo del debito residuo non pagato.
2.9 PROCEDURE CONCORSUALI
In relazione alle procedure concorsuali, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:
• la presenza di debiti erariali iscritti a ruolo nei confronti del fallito, scaduti e non pagati, ma maturati in data antecedente all’apertura della procedura concorsuale, non costituisce causa ostativa alla compensazione tra i crediti e i debiti erariali formatisi, invece, nel corso della procedura stessa;
• la compensazione non può operare fra crediti o debiti verso il fallito e, rispettivamente, debiti o crediti verso la massa fallimentare, in quanto le posizioni del rapporto debitorio e del rapporto creditorio sono relative a soggetti diversi (fallito e massa fallimentare) e a momenti diversi rispetto alla dichiarazione di fallimento, “fatta eccezione per l’ipotesi in cui gli importi in questione derivino per effetto del trascinamento, nella procedura concorsuale, dall’attività del fallito precedente all’apertura della procedura stessa”.
2.10 DECORRENZA
Il nuovo divieto di compensazione si applica a decorrere dall’1.1.2011. Tuttavia, fino al 17.2.2011, cioè anteriormente alla pubblicazione del citato DM 10.2.2011, si è applicato un particolare “regime transitorio”.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il divieto di compensazione opera anche in relazione alle cartelle il cui termine di pagamento sia già sca¬duto anteriormente all’1.1.2011.
Pertanto, deve ritenersi confermato che il divieto di compensa¬zione riguardi i modelli F24 presentati a partire dall’1.1.2011, indipendentemente:
• dall’anno di riferimento delle imposte erariali iscritte a ruolo;
• dall’anno di formazione del ruolo;
• dall’anno di scadenza del pagamento della relativa cartella.

Inoltre, non appare rilevante neppure l’anno di maturazione del credito relativo ad imposte erariali.
2.11 MODALITÀ APPLICATIVE DEL DIVIETO DI COMPENSAZIONE
2.11.1 Disciplina “a regime” applicabile dal 18.2.2011
Secondo l’Agenzia delle Entrate, la compensazione nel modello F24 è sempre preclusa se il contribuente non provvedere preventivamente al pagamento dell’intero debito scaduto iscritto a ruolo, anche se il credito è di ammontare superiore al debito stesso.

Quindi, ad esempio, in presenza di:
• un credito compensabile di 10.000,00 euro e di una iscrizione a ruolo non pagata di 12.000,00 euro, il contribuente non può utilizzare il credito nel modello F24 per compensare altri importi a debito da versare (es. IVA, ritenute, contributi INPS, ecc.), se non provvede al pagamento del debito scaduto iscritto a ruolo;
• un credito compensabile di 10.000,00 euro e di una iscrizione a ruolo non pagata di 4.000,00 euro, se il contribuente non provvede preventivamente al pagamento del debito scaduto iscritto a ruolo non può utilizzare nel modello F24, per compensare altri importi a debito da versare (es. IVA, ritenute, contributi INPS, ecc.), neppure l’importo di 6.000,00 euro (eccedenza di credito rispetto al debito iscritto a ruolo).

Per effetto del DM 10.2.2011, il pagamento degli importi iscritti a ruolo può avvenire anche mediante compensazione con il credito disponibile relativo ad imposte erariali.
Con tale compensazione, il contribuente può azzerare le proprie posizioni debitorie iscritte a ruolo, in modo da poter poi procedere alla compensazione “ordinaria”. In pratica, i crediti erariali devono essere utilizzati prioritariamente per estinguere i relativi debiti iscritti a ruolo.
2.11.2 Disciplina “transitoria” applicabile dall’1.1.2011 e fino al 17.2.2011
Si ricorda che, in via transitoria, fino all’emanazione del DM 10.2.2011, l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che non sono sanzionabili le compensazioni:
• effettuate in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, di ammontare superiore a 1.500,00 euro, di cui era sca¬du¬to il pagamento;
• a condizione che l’operazione di compensazione non sia andata ad intaccare i crediti necessari per pagare i ruoli esistenti.

In sostanza, dall’1.1.2011 e fino al 17.2.2011 (giorno antecedente alla pubblicazione in G.U. del DM 10.2.2011), era possibile utilizzare nel modello F24 i crediti:
• eccedenti l’ammontare degli importi a debito iscritti a ruolo e non pagati;
• per compensare altri importi a debito da versare (es. IVA, ritenute, contributi INPS, ecc.).
3 COMPENSAZIONE TRA SOMME ISCRITTE A RUOLO PER IMPOSTE ERARIALI E RELATIVI ACCESSORI E CREDITI RELATIVI ALLE STESSE IMPOSTE
Con l’emanazione del DM 10.2.2011 è stata disciplinata la possibilità di pagamento:
• delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori;
• mediante la compensazione dei crediti relativi alle stesse imposte.

È stata quindi introdotta una particolare forma di compensazione “interna” tra crediti compensabili (in quanto non chiesti a rimborso) relativi a imposte erariali e debiti iscritti a ruolo relativi alle stesse imposte, in precedenza non consentita.

Tale compensazione può avvenire:
• con riferimento a somme iscritte a ruolo di qualunque ammontare;
• anche in relazione a cartelle per le quali non sia ancora scaduto il relativo termine di paga¬mento;
• anche in forma parziale.
3.1 AMBITO DI APPLICAZIONE
La disciplina in esame si applica ai crediti e ai debiti relativi alle sole “imposte erariali” (es. IRPEF, IRES, IVA, ecc.).
Tuttavia, è stato chiarito che rientrano nell’ambito della disciplina in esame anche:
• l’IRAP;
• le addizionali ai tributi diretti.
3.1.1 Oneri accessori
Il pagamento mediante compensazione è ammesso anche per gli oneri accessori relativi alle imposte erariali iscritte a ruolo, quali:
• sanzioni e interessi;
• aggi e spese a favore dell’Agente della Riscossione.
3.1.2 Riforma dell’iscrizione a ruolo
Ai sensi dell’art. 29 co. 1 del DL 78/2010, non vi sarà più la necessità, per l’Agente della Riscossione, di notificare la cartella di pagamento, in relazione agli avvisi di accertamento:
• riguardanti le imposte sui redditi e l’IVA;
• relativi ai periodi d’imposta in corso al 31.12.2007 e successivi;
• che verranno notificati a partire dall’1.7.2011.

L’avviso di accertamento, infatti, conterrà l’intimazione ad adempiere al versamento delle somme ivi indicate, entro il termine per la proposizione del ricorso (cioè entro 60 giorni dalla sua notifica), scaduto il quale l’accertamento diventa titolo esecutivo. Decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, sarà affidata in carico agli Agenti della Riscossione anche ai fini dell’esecuzione forzata.

Il DM 10.2.2011 prevede espressamente che il pagamento mediante compensazione si applicherà anche in relazione:
• alle imposte sui redditi e all’IVA, nonché alle relative sanzioni, derivanti dagli avvisi di accertamento notificati dall’1.7.2011;
• la cui riscossione sarà affidata all’Agente della Riscossione.
3.2 MODALITÀ DI COMPENSAZIONE
Il pagamento delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, mediante compensazione, avviene:
• nel modello “F24 Accise”;
• indicando la Provincia dell’ambito di competenza dell’Agente della Riscossione che ha in carico il debito che si intende compensare;
• utilizzando il codice tributo “RUOL”, istituito dalla ris. Agenzia delle Entrate 21.2.2011 n. 18.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che eventuali errori nell’indicazione nel modello F24 del codice tributo “RUOL” non possono essere corretti dagli uffici.
3.3 PAGAMENTO PARZIALE
Nel caso in cui il pagamento mediante compensazione riguardi solo una parte delle somme dovute iscritte a ruolo (ad esempio per insufficienza del credito disponibile), il contribuente è tenuto a comunicare all’Agente della Riscossione le posizioni debitorie da estinguere, utilizzando l’apposito modello.

In assenza di tale comunicazione, l’imputazione dei pagamenti è effettuata dall’Agente della Riscos¬sione secondo i seguenti criteri (art. 31 del DPR 602/73):
• il pagamento deve essere prioritariamente imputato alle rate scadute;
• nei riguardi delle rate scadute, l’imputazione è fatta, rata per rata, iniziando dalla più remota, al debito d’imposta, alle sanzioni e agli interessi;
• l’imputazione ai diritti e alle spese maturati a favore dell’Agente della Riscossione può avvenire solo dopo la completa estinzione del debito per le rate scadute e relativi interessi di mora;
• per i debiti di imposta già scaduti, l’imputazione è fatta con preferenza alle imposte o quote di imposta meno garantite;
• fra imposte o quote di imposta ugualmente garantite, l’imputazione è fatta con precedenza a quella più remota.

La comunicazione in esame è quindi opportuna per evitare che il pagamento parziale venga imputato a “pendenze” (es. contributi INPS) che non impediscono la compensazione “ordinaria”.
Esclusione della comunicazione
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la comunicazione delle posizioni debitorie da estinguere non è necessaria qualora:
• contestualmente, il contribuente versi la totalità delle somme dovute;
• ancorché utilizzi la compensazione per pagare solo una parte del debito scaduto, purché col medesimo modello F24 paghi le rimanenti somme con altro mezzo, ad esempio versando denaro contante.
3.4 RIMBORSO DEI VERSAMENTI ECCEDENTI
Qualora il pagamento eseguito risulti superiore alle somme dovute, il rimborso dell’eccedenza versata è effettuato:
• dall’Agente della Riscossione;
• previa presentazione di apposita istanza da parte del contribuente;
• previa verifica presso la pubblica amministrazione competente dell’effettiva sussistenza del credito utilizzato in compensazione dal contribuente.
3.5 LIMITI ALLA COMPENSAZIONE DEI CREDITI IVA
Il DM 10.2.2011 prevede espressamente che restano ferme le disposizioni in materia di controllo preventivo dell’utilizzo in compensazione dei crediti IVA, applicabili dal 2010 e in precedenza indicate (preventiva presentazione della dichiarazione annuale IVA o del modello TR, utilizzo delle procedure telematiche dell’Agenzia delle Entrate, rilascio del visto di conformità o sottoscrizione da parte del revisore o collegio sindacale).

Pertanto, i suddetti vincoli devono essere rispettati anche se si utilizzano i crediti IVA per compen¬sare gli importi iscritti a ruolo.
4 SANZIONI
In caso di inosservanza del divieto di compensazione disciplinato dall’art. 31 del DL 78/2010, si applica la sanzione del 50% “dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato”.

Al riguardo, la circ. Agenzia delle Entrate 11.3.2011 n. 13 ha affermato che:
• l’irrogazione della sanzione è effettuata con riferimento a ciascuna indebita compensazione operata in presenta di debiti iscritti a ruolo scaduti e non pagati, superiori al limite di 1.500,00 euro;
• la sanzione è commisurata all’intero importo del debito, ma trova un limite nell’ammontare compensato;
• nel caso di importo compensato inferiore alla metà del debito, la sanzione corrisponderà all’ammontare compensato.

Pertanto, ad esempio, come indicato dalla suddetta circolare:
• in presenza di un debito di 25.000,00 euro e di una compensazione di pari importo, la sanzione sarà di 12.500,00 euro (pari al 50% del debito);
• in presenza di un debito di 25.000,00 euro e di una compensazione pari a 18.000,00 euro, la sanzione sarà sempre di 12.500,00 euro;
• in presenza di un debito per 70.000,00 euro e di compensazione per 25.000,00 euro, la sanzione sarà pari a 25.000,00 euro.
4.1 AMMONTARE MASSIMO DELLA SANZIONE
Si segnala che le suddette affermazioni dell’Agenzia delle Entrate non sembrano tenere in considerazione la previsione dell’art. 31 in esame, in base alla quale la sanzione “non può essere comunque superiore al 50 per cento di quanto indebitamente com¬pensato”.
In base a tale previsione, infatti, la sanzione in esame dovrebbe essere pari al minore importo tra:
• il 50% dell’importo dei debiti iscritti a ruolo;
• il 50% di quanto indebitamente compensato.
4.2 CONTENZIOSO SULL’ISCRIZIONE A RUOLO
La sanzione non può essere applicata fino al momento in cui sull’iscrizione a ruolo penda conte¬stazione giudiziale o amministrativa; in tal caso, i termini di irrogazione della sanzione decorrono dal giorno successivo alla data della definizione della contestazione.

Pertanto, come confermato dall’Agenzia delle Entrate, in pendenza di un procedimento giudiziale o amministrativo contro l’iscrizione a ruolo è possibile operare la compensazione, ma esponendosi al rischio che, se la legittimità dell’iscrizione a ruolo verrà confermata in tutto o in parte, la compensazione eseguita sia da consi¬derare indebita e quindi soggetta all’applicazione della san¬zione in esame.

Qualora, invece, il procedimento si concluda con l’annullamento dell’iscrizione a ruolo (o dell’atto “presupposto”, es. avviso di accertamento), la compensazione operata diventa pienamente legittima, in quanto è venuto meno il requisito della presenza di imposte erariali iscritte a ruolo e non pagate.
4.3 RAVVEDIMENTO OPEROSO E DEFINIZIONE AGEVOLATA
In assenza di esplicite esclusioni, in relazione alle sanzioni in esame deve ritenersi possibile effettuare:
• il ravvedimento operoso;
• la definizione agevolata.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate non ha però ancora fornito chiarimenti.
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